Emilio Cavina sul Fiat 55 L, un cingolato veramente speciale

Emilio Cavina sul Fiat 55L
Pochi pezzi, ma ben restaurati. Nella collezione dell’imolese Enrico Cavina spicca un Fiat 55 L con doppi comandi di sterzo

Una piccola collezione ma con pezzi perfettamente restaurati, e con un trattore davvero originale. È quanto ha da mostrare Emilio Cavina, di Imola, collezionista da pochi anni, «grazie alla pensione» scherza riferendosi al maggior tempo libero di cui dispone.

Volante ripiegato in avanti sul Fiat 55 L

«La passione per i trattori l’ho avuta fin da piccolo - esordisce Cavina - e poi, lavorando nell’azienda agricola, li ho sempre usati. Ho fatto anche il meccanico e da questo deriva una certa preparazione che mi permette di fare funzionare tutti i mezzi che compro. Ho una certa abilità anche nel fai da te, per cui anche il restauro estetico, seguendo tutte le indicazioni sui materiali e sui colori, giunge a livelli apprezzabili». Il trattore di cui il collezionista va più orgoglioso è un cingolato Fiat 55 L dei primi anni ‘50. Cavina racconta che lo ha acquistato in uno stato pessimo. Di buona lena ha cominciato il restauro prima della parte meccanica, poi della carrozzeria.

Il Fiat 55 L a doppi comandi

Di per sé non avrebbe nulla di straordinario, ma è la presenza dei doppi comandi di sterzo, sia a leve sia a volante, che lo rende piuttosto ricercato. Premessa: il 55 nasce nel 1950 con sterzo tramite volante. Per la messa in moto c’era un motorino a benzina da 10 cavalli: tramite una corda si metteva in moto e con una leva si azionava poi il motore diesel. La produzione finì nel 1953 e contemporaneamente venne prodotto anche il gemello 55 L, largo quasi due metri, caratterizzato dallo sterzo a leva e la produzione proseguì fino al 1956. Quando nacque quindi questo 55 con i doppi comandi? Difficile stabilirlo. Cavina ha fatto delle ricerche e ha parlato con un testimone oculare, un magazziniere della fabbrica. Costui gli ha riferito che del modello con i doppi comandi furono costruiti pochi esemplari, perché non ebbe la richiesta sperata. Era una specie di prototipo che non raggiunse mai uno standard di vendite adeguato. In pratica, nell’idea dei progettisti, vi era quella di andare incontro alle esigenze di un’ampia platea di utilizzatori, sia quella che preferiva il volante sia quella che prediligeva le leve. Probabilmente la doppia soluzione non accontentò nessuno e il testimone ha riportato che i pochi esemplari realizzati furono in gran parte esportati in Belgio. «Io quando lo uso - spiega Cavina - sfrutto le leve per le manovre, mentre sulle tratte lunghe, come l’aratura o l’erpicatura, le piccole correzioni di direzione le svolgo bene con il volante. A ogni modo si tratta di due sistemi differenti che convivono. Se si usa il volante, ad esempio, questo non ha a che fare con le leve, ma solo con le frizioni di sterzo. Quando si usano le leve, il volante con il piantone si piega di 45° in avanti in modo da non interferire con l’uso delle leve».

Veduta di parte della collezione, dove svetta il 55L

Cavina mette a disposizione volentieri i suoi trattori per esposizioni, mostre statiche o prove di aratura, anche se trasportare il 55 L, che pesa oltre 58 quintali, non è semplice. Ha sempre delle preoccupazioni quando assiste a certe sfilate storiche, in quanto stare alla guida, su strada, di un trattore d’epoca non è facile, occorrono esperienze che non tutti possono avere.

Itma Nike 500 LL

Un altro trattore piuttosto innovativo è stato l’Itma Nike 500 LL del 1968. Presenta invertitore di marce e leve idrauliche che lo rendono molto leggero nella guida.

Itma Nike 500

La potenza si assestava sui 50 cavalli ed era costruito a Lugo (Ra) presso la Gallamini.

Particolare dei comandi dell’Itma

Il Nike 500 aveva un motore 3 cilindri diesel 4 tempi VM 310 raffreddato ad aria forzata, con iniezione diretta del combustibile. La frizione primaria era a pedale, mentre le laterali di sterzo erano collegate a leve. Da notare che quasi tutte le componenti del trattore, compresi i pattini, sono marcate Itma.

I due Venieri (CD 35 a sinistra e CD 40) equipaggiati entrambi con motore Slanzi

«Sono sempre stato molto attratto dai Venieri - aggiunge Cavina - e quando ne trovo uno che mi piace lo acquisto, in qualsiasi stato si trovi. In collezione ho un 35 e un 40 cv, entrambi restaurati. Poi ve ne è un altro in attesa di restauro, un Venieri 50, in condizioni di carrozzeria piuttosto precarie». Tornando ai due modelli in collezione, uno è del 1967 e l’altro del 1969. Entrambi sono equipaggiati con motore Slanzi. La particolarità del 40 sta nei pattini di protezione per gli spostamenti su strada. Sono di una conformazione e una tecnica di fissaggio poco usuale e non è chiaro se siano nati così in fabbrica oppure costruiti in maniera artigianalmente da qualcuno poi.

Fiat 221 R Diesel del 1963

Proseguendo la serie dei cingolati, Cavina ha alcune macchine a petrolio, che apprezza alla stessa maniera, fra cui un Fiat 25 C e un altro 25 C con la ruspa, ancora da restaurare. Questa fu certamente un’aggiunta successiva e i tubi per l’olio in pressione passano davanti al posto guida. Fra l’altro un 25 ha i cingoli larghi per l’uso in collina. Si tratta di una differenza di pochi centimetri rispetto a quelli standard.

A sinistra cingoli standard del Fiat 25, a destra da montagna. Pochi i centimetri di differenza

Il collezionista predilige i cingolati, ma non disdegna i mezzi a ruote come un Fiat 221 R del 1963. Anche in questo caso ha operato un profondo restauro del mezzo per renderlo funzionante alla perfezione dal punto di vista della meccanica ed esteticamente gradevole sul fronte della carrozzeria. «Non mi spaventa acquistare trattori malmessi - conclude Cavina - in quanto sistemarli è la mia passione. Cerco di rimanere il più fedele possibile all’originale, cercando i ricambi adatti o costruendoli, se necessario. Alle mostre la gente apprezza molto un bel trattore riportato allo splendore di quando è uscito dalla fabbrica 50 o 60 anni fa».

Emilio Cavina sul Fiat 55 L, un cingolato veramente speciale - Ultima modifica: 2019-07-09T09:09:09+00:00 da Roberta Ponci

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