MECCANIZZAZIONE

Trattori “orange” crescono

Obiettivo 20 miliardi di fatturato nel giro di pochi anni per la casa giapponese

Un altro tassello nel processo di penetrazione del marchio giapponese sui mercati agricoli “estensivi”.

È questo il senso della presentazione in Francia da parte di Kubota della nuova serie di trattori M 7, per potenze comprese tra 130 e 170 cv. «Il nostro piano strategico – ha detto il presidente della Kubota Corporation Masatoshi Kimata – prevede di raggiungere un fatturato di 20 milioni di dollari nel giro di pochi anni e di accelerare lo sviluppo del nostro business in nuovi mercati. Vogliamo, infatti, introdurre nuove macchine agricole non solo per le risaie, ma anche per i mercati agricoli da pieno campo. Questo vale in particolare per Europa Occidentale, Nord America, Australia e Giappone. E in futuro cercheremo di entrare anche nell’Est Europa».

Il lancio della nuova serie di trattori M 7 (tre modelli rispettivamente da 130, 150 e 170 cavalli di potenza) è quindi un altro passo verso il settore del pieno campo da parte della casa di Osaka, che interessa soprattutto l’area europea. Non a caso, infatti, Kubota ha acquisito nel 2012 la norvegese Kverneland (storico costruttore di attrezzature agricole) e poi a fine 2013 ha investito 57 milioni di euro nella costruzione di uno stabilimento per la produzione di trattori a Dunkerque, in Francia, che sarà operativo da fine 2014 e inizierà a produrre in massa ad aprile 2015. «Il nostro obiettivo iniziale è di produrre 3.000 trattori nel 2017 – ha concluso Kimata – e se gli ordini saranno superiori, adegueremo la capacità produttiva dell’impianto alle richieste».

I nuovi trattori “orange” sono stati concepiti seguendo un preciso schema. «La serie M 7 è stata studiata per le aziende agricole miste – ha spiegato Yuichi Kitao, direttore generale della divisione Macchine agricole di Kubota – che sono quindi sia allevatori che agricoltori. Ogni modello prevede tre diverse versioni: Standard (semplice ed economica), Premium (comfort e facilità d’uso) e Premium Cvt (massimo del comfort e della facilità d’uso, con trasmissione a variazione continua). La scelta di costruire in Francia è stata dettata dalla volontà di produrre in uno dei mercati più grandi di Europa, mentre l’importanza di un segmento come quello tra 120 e 180 cv è testimoniata dal suo valore economico: 5 miliardi di euro distribuiti tra Europa (2,9), Nord America (1,1), Sudamerica (0,7) e Oceania, Asia e Giappone (0,1 ciascuno). Noi intendiamo soddisfare le richieste di macchine per l’agricoltura di precisione e di un unico sistema per controllare motore, trasmissione e idraulica. Il tutto in un ambiente confortevole».

Con l’acquisizione di Kverneland è chiara anche l’intenzione di Kubota di diventare un costruttore full line. E la sinergia con Kverneland si è materializzata in Francia con la presentazione delle attrezzature del marchio norvegese in colore arancione. «Si tratta di una forte proposta commerciale ai delaer Kubota con prodotti noti in Europa e ai vertici di mercato – ha spiegato Ingvald Løyning, amministratore delegato di Kverneland Group –. La sinergia con Kubota sarà forte grazie alle esistenti strutture Kverneland a tutti i livelli (prodotto, vendita, assistenza, marketing). E la distribuzione delle attrezzature con i colori Kubota (prima quelle per la fienagione, seguite da quelle per la lavorazione del terreno) inizierà in Francia e Germania, per poi continuare negli altri paesi nei tempi e nei modi dovuti. Marchi, distribuzione e partnership attuali continueranno comunque a esistere».

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