Sdf, un trattore da Champions League

Frutteto Cvt 115 S, il top di gamma dei Frutteto Cvt S.
Con il nuovo Frutteto Cvt S il gruppo di Treviglio si posiziona nell’Olimpo degli specializzati

Dopo anni di lavoro mirato, finalmente il dado è tratto. E dal risultato si direbbe che ne è valsa veramente la pena. Frutteto Cvt S: è questa l’ultima grande novità di prodotto introdotta dal gruppo Sdf e presentata di recente in Franciacorta, presso l’azienda vitivinicola Bersi e Serlini.

Il motore Farmotion 3 cilindri che equipaggia i modelli Cvt 90 e 100 S.

«La combinazione delle parole Frutteto (marchio di fabbrica del gruppo), Cvt (trasmissione a variazione continua) e S (stretto) fa capire dove vogliamo posizionare questo trattore: al più alto livello tecnologico del mercato, ovverosia nella Champions League dei trattori specializzati». Gianni Dobelli, product manager Sdf del settore trattori specializzati, non ha usato mezze parole per il lancio di questo trattore, che viene proposto nei modelli 90.4, 105 e 115, alimentati da un motore a 4 cilindri (per potenze rispettivamente da 88, 102 e 113 cv), e 90 e 100 equipaggiati da un motore a 3 cilindri (per potenze rispettivamente da 88 e 97 cv). La novità più importante è rappresentata non solo dalla tanto attesa trasmissione a variazione continua, bensì da altre caratteristiche tecnologiche decisamente avanzate. Che andiamo a vedere un po’ più nel dettaglio, partendo come da tradizione dal motore. Si tratta di un Farmotion Stage 3B (la cui versione più potente eroga 113 cv a 2.200 giri/min), che ha come caratteristiche innovative il filtro dell’aria PowerCore a doppio stadio, un eiettore di polveri e il nuovo gruppo radiatori (fluido motore, olio e intercooler) facile e rapido da pulire anche in campo. Il serbatoio del gasolio da 85 litri garantisce una lunga autonomia di lavoro.

Trasmissione T3500

La trasmissione T3500 consente di variare in continuo la velocità da 0 a 40 km/h.

Passando alla trasmissione, troviamo un cambio a variazione continua T3500 di produzione Sdf, che combina l’efficienza della componente meccanica con il comfort e la fluidità di quella idrostatica, per poter variare in continuo la velocità di avanzamento da 0 a 40 km/h. Per condurre il trattore non servono più frizione, cambio, acceleratore e freni, in molte operazioni è sufficiente impostare la velocità desiderata e usare l’acceleratore per raggiungerla. Motore e trasmissione poi si sincronizzano automaticamente per trovare il punto di massima efficienza in funzione dei carichi. La nuova Cvt offre anche la Pto sincronizzata con la velocità di avanzamento. A proposito di Pto, ha di serie l’innesto elettroidraulico modulato e prevede tre diverse modalità di funzionamento (540, 440 Eco e 1.000 giri/min), oltre alla funzione Pto Auto di serie.

Nella nuova cabina spiccano il bracciolo MaxCom e il pavimento piatto.

Grandi miglioramenti sono stati apportati all’impianto idraulico, con diverse possibilità di configurazione che arrivano a una pompa principale Load Sensing da 100 l/min dedicata ai sollevatori e ai distributori, ma in ogni caso è sempre installata un’ulteriore pompa da ben 42 l/min a servizio dell’idroguida. Al posteriore è possibile avere fino a cinque distributori a controllo elettroidraulico (10 vie), mentre ulteriori otto vie sono installabili in posizione anteriore, dove si possono aggiungere due distributori ad alta portata, duplicati da altrettante vie posteriori, e due ritorni liberi. In tutti i casi il controllo elettronico permette di programmare la quantità di flusso d’olio desiderato, di temporizzare le differenti vie e di determinare eventuali priorità. Il sollevatore posteriore è a controllo elettronico, con capacità massima di 2.600 kg; quello anteriore, opzionale, arriva invece a 1.500 kg.

Bracciolo MaxCom

Dietro è possibile avere fino a 5 distributori a controllo elettroidraulico (10 vie).

Passando in cabina, la prima novità che cattura l’attenzione è l’inedito bracciolo MaxCom, una consolle di controllo con cui è possibile configurare a piacimento le funzioni idrauliche gestite con i joystick, per manovrare in modo semplice, comodo e intuitivo anche le attrezzature più complesse. Si tratta di una soluzione unica, integrata con il sedile dell’operatore, con tutte le funzioni a portata di mano e che, grazie alla regolazione in lunghezza, permette di lavorare sempre stando seduti sulla poltroncina di guida col gomito appoggiato su un comodo cuscino. Contribuisce poi al comfort di lavoro la nuova struttura a quattro montanti, con profili del telaio arrotondati, ideali per offrire ampia visibilità e, allo stesso tempo, rispettare la vegetazione nei passaggi tra i filari più stretti.

A richiesta sono disponibili la versione con sospensioni a ruote indipendenti ActiveDrive e la cabina omologata in “Classe 4”.

Grazie al layout compatto e ribassato della trasmissione Cvt, la struttura della cabina non sormonta più la scatola del cambio, permettendo alla piattaforma di essere completamente piana: il risultato è l’eliminazione totale del tunnel centrale. Completano il quadro del comfort i nuovi “Hydro Silent-Block”, quattro speciali sospensioni con fluido idraulico integrato, che isolano la cabina dal corpo trattore e concorrono ad assicurare un livello di comfort eccezionale, riducendo rumore e vibrazioni nell’abitacolo.

Infine, la già ricca dotazione di serie dei Same Frutteto Cvt S può essere ulteriormente implementata con le classiche sospensioni anteriori ad asse basculante, oppure con la nuova versione a ruote indipendenti e controllo attivo “ActiveDrive”.

 

Fatturato in linea con gli ultimi anni

Annata a due facce quella del gruppo Sdf nel 2017. Dopo una prima parte limitata dal punto di vista della capacità produttiva, a causa dell’avvio della nuova fabbrica Deutz-Fahr Land a Lauingen (Germania) e delle nuove linee di assemblaggio Agv e del nuovo impianto verniciatura a Treviglio (Bg), è seguita una decisa ripresa nella seconda metà dell’anno, che ha consentito di mantenere fatturato e livelli di redditività in linea con quelli degli ultimi anni. L’esercizio 2017 si è chiuso con un fatturato di 1.325 milioni di euro, del 3% inferiore rispetto al 2016, mentre l’Ebitda di gruppo è stato del 7,9% pari a 105 milioni, rispetto all’8,7% (119 milioni) del 2016. «Il 2017 ha rappresentato per noi forse l’anno più importante sotto l’aspetto del cambiamento e del rafforzamento nel recente passato – ha commentato l’ad del gruppo Lodovico Bussolati –. Di fronte alle difficoltà iniziali abbiamo con determinazione reagito con azioni di cambiamento che ci hanno permesso di ottenere nella seconda parte dell’anno risultati superiori rispetto al pari periodo del 2016». F.B.

Visualizza Andamento fatturato Sdf e ripartizione per brand

 

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