Billeter, prototipo per la canapa

Billiter
Il prototipo Billeter è in corsa per partecipare alla rassegna delle migliori innovazioni a Eima 2018.
È stato messo a punto all’interno del progetto di ricerca “Macarena” dell’Università di Bologna in collaborazione con Dcm Italia

Secondo molti esperti con l’entrata in vigore della nuova Pac diventerà la principale coltura da rotazione, soprattutto in alternanza ai cereali nelle aziende biologiche, perché lavora il terreno in profondità e non necessita di input chimici, né contro le erbe infestanti, né verso insetti fitofagi o attacchi fungini.

Billiter
Billeter è una falciatrice maneggevole e di piccole dimensioni con due barre falcianti anteriori e una posteriore.

Parliamo della canapa (Cannabis sativa), coltivata in Italia su una superficie di oltre centomila ettari fino ai primi anni Sessanta e poi abbandonata. Da un paio d’anni è tornata alla ribalta grazie all’entrata in vigore della legge 242/2016, che permette la coltivazione per scopi industriali di varietà con un tenore di THC inferiore allo 0,2%. Inoltre, la Cannabis può rappresentare un’opportunità di differenziazione colturale e contribuire al reddito dell’azienda agricola, perché fibra e seme si prestano a molteplici utilizzi in edilizia, nel settore farmaceutico, alimentare e tessile.
Uno dei problemi da superare per far decollare davvero il comparto è la creazione di una filiera, partendo dalle sementi certificate delle varietà italiane per arrivare agli impianti di trasformazione. Non solo. Dato che per decenni la coltivazione è stata abbandonata, mancano anche strumenti tecnici specifici per la canapicoltura. Ma il settore si sta muovendo: ecco una rassegna di prodotti di ditte e la descrizione di un prototipo di trincia sviluppato in Italia ormai pronto per la produzione in serie.

Le macchine per la raccolta
Esistono diverse macchine specifiche per la raccolta della canapa. Ad esempio l’azienda belga Union ha sviluppato macchine “turner-deseeders” che sono in grado di rivoltare le andane, assicurando una macerazione (retting) uniforme e quindi la produzione di fibre di qualità, raccogliendo al tempo stesso i semi. Ci sono poi i sistemi di raccolta della fibra corta con testata a file indipendenti (Kemper Champion) o con apparato di taglio a coltello unico montato su cilindro rotante a sua volta montato su semovente (sistema sviluppato dalla ditta Hempflex, che non permette il recupero del seme).

Billiter
La barra centrale è fissa, mentre quella superiore è regolabile in altezza
per adattarsi alle diverse varietà
di canapa.

Ma di certo i costi di macchine come queste non sono sostenibili per gli agricoltori italiani che decidono di impiantare uno o due ettari di canapa nei propri terreni, semmai lo sono per dei terzisti. Proprio per questo all’interno del progetto di ricerca “Macarena” dell’Università di Bologna è stato messo a punto un prototipo di trincia a barre falcianti in collaborazione con la ditta Dcm Italia. La falciasegmentatrice Billeter è una macchina semplice e dal costo accessibile che permette di tagliare lo stelo della canapa in tre parti di lunghezza di circa un metro l’una, per ottenere quindi una fibra corta (tecnica), quella che serve in particolare all’edilizia.
Lo sviluppo è iniziato una decina d’anni fa e oggi si può dire che il percorso sia praticamente concluso e si possa passare alla produzione in serie dell’accessorio. «Il taglio in tre parti operato da Billeter facilita le operazioni di pre raccolta della canapa, cioè essiccatura, rivoltatura e ranghinatura – ha spiegato il consulente del progetto Macarena Alessandro Zatta –. Per realizzare l’attrezzo siamo partiti da una potatrice scavallante per la viticoltura che pensavamo di poter adattare alle esigenze della canapicoltura. Dopo diverse prove e tentativi ci siamo convinti che i problemi da superare erano troppi e abbiamo deciso di costruire una macchina da zero».
Billeter è una falciatrice maneggevole e di piccole dimensioni con due barre falcianti anteriori e una posteriore. La barra centrale è fissa, mentre quella superiore è regolabile in altezza per adattarsi alle diverse varietà di canapa. L’impianto idraulico è alimentato da una pompa che si attacca alla presa di forza anteriore e fa funzionare le due barre anteriori. Un radiatore permette di raffreddare l’impianto. Le ridotte dimensioni della macchina, infine, consentono di montarla e trasportarla con facilità: questo la rende adatta a un utilizzo “condiviso”, nel caso si creasse una filiera della canapa con una serie di imprenditori che in appezzamenti vicini tra loro decidessero di impiantare uno o due ettari.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome