MECCANIZZAZIONE

Argo, la via italiana al trattore

Cresce il fatturato. Oltre il 5% del giro d’affari destinato a ricerca e sviluppo

 

«Integrità, intraprendenza, rispetto della parola data, equità e trasparenza». In queste parole c'è molto del futuro del gruppo Argo Tractors, che controlla i marchi Landini, McCormick e Valpadana. Soprattutto perché a pronunciarle alla conclusione della convention di Parma è Alberto Morra, figlio del presidente del gruppo Valerio Morra ed esponente di quella quarta generazione che dovrà guidare l'azienda nei prossimi decenni.

Dopo diverso tempo Argo Tractors fa sentire la propria voce e inanella una serie di messaggi che sgombrano il campo su voci succedutesi nel tempo.

«Nel nostro presente e nel nostro futuro - evidenzia Valerio Morra - c'è solo il trattore. Siamo concentrati su questo obiettivo e non saremo distratti da attrezzature o altre tipologie di macchine. Per questo abbiamo previsto un corposo piano di investimenti che ci consentirà l'intero rinnovo della gamma e l'applicazione del principio Kaizen nei nostri stabilimenti. Cosa che permetterà un ulteriore recupero di efficienza».

E subito dopo arriva un altro passaggio-chiave: «Crediamo nel nostro Paese e abbiamo rinunciato ai siti produttivi francesi e inglesi per concentrarci sugli stabilimenti italiani. Nei quali stiamo inserendo i migliori talenti del settore trattoristico. L'intero processo industriale dei nostri marchi sarà in Italia».

Argo Tractors destinerà risorse crescenti alla ricerca e sviluppo: dal 3,6% del giro d'affari del 2010, al 4,9% del 2011, al 5,5% del 2012, per salire al 5,7% del fatturato 2013, previsto a 500 milioni di euro, in aumento rispetto ai 472 milioni del 2012.

Continua a migliorare anche il margine operativo lordo (Ebitda) salito dai 22,8 milioni di euro del 2010 ai 46,5 nel 2013 (erano 40,6 del 2011 e 43 nel 2012).

Tutti numeri che rafforzano l'azienda e allontano i rumors di possibili competitor pronti a entrare nel capitale Argo Tractors. Rumors peraltro smentiti a più riprese dai vertici del gruppo.

Sul fronte strategia di mercato Argo ha identificato i 5 Paesi-chiave su cui puntare in Europa (Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito), guarda con attenzione a tutto il Nord America, e mette nel mirino due dei Paesi Brics (Brasile e Sudafrica).

Basandosi in primo luogo sul rapporto con i dealer. La conclusione di Alberto Morra è significativa: «Non vogliamo monopolizzare le reti e controllare l'intero processo produttivo, come fanno alcuni competitor. I concessionari sono imprenditori e devono effettuare liberamente le loro scelte. Noi possiamo supportarli al meglio con prodotto e servizi. Pensiamo di essere degli specialisti e abbiamo la volontà e la passione di rimanere tali».

 

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