Eima fa il botto

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Edizione da record: 317mila visitatori (+11%). Malavolti: «Settore strategico che va ascoltato»

Boom. L’Eima International chiude l’edizione 2018 con un dato record, probabilmente superiore alle più rosee aspettative: 317mila visitatori, +11% rispetto alla tornata del 2016, a sua volta ai massimi storici.
Evidentemente il richiamo di Eima va oltre lo la contingenza, supera le difficoltà di un mercato italiano non certo brillante, con i trattori in calo del 6% e le mietitrebbie del 2%, e riesce a convogliare a prescindere l’interesse di tutto il mondo della meccanica e, più in generale, del sistema agricolo e agroalimentare. Nei padiglioni vecchi e nuovi dell’esposizione bolognese (tre quelli costruiti appositamente per l’edizione 2018 della rassegna ed entro dieci anni l’intero quartiere fieristico sarà rinnovato) sono state presentate soluzioni tecnologiche sempre più avanzate, volte a conciliare la produttività con la salvaguardia dell’ambiente, caratterizzate da standard da agricoltura avanzata, ma in grado di cogliere le esigenze dei territori più diversi, grazie anche alle potenzialità dell’elettronica e della robotica.

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Malavolti (a destra) e Centinaio all’Eima 2018.

La meccanizzazione agricola - il presidente di FederUnacoma Alessandro Malavolti l’ha ribadito a più riprese - è un settore strategico per l’economia nazionale. Quindi le richieste di un comparto che al mondo è secondo solo a quello tedesco, doo avere scavalcato da tempo quello statunitense, vanno ascoltate». Per questo, dopo una botta e risposta abbastanza aspro, all’Eima è scoppiata la pace fra i costruttori, Malavolti in testa, e il Ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio, che a Bologna ha potuto toccare con mano la vitalità del settore.

Entro l’anno lo sblocco dei decreti sulla revisione
«Assieme al Ministro - testimonia Malavolti - abbiamo posto le basi per una collaborazione che ci auguriamo possa portare buoni frutti per l’industria della meccanica agricola e per l’agricoltura italiana». Secondo Malavolti non esiste agricoltura senza meccanica agricola e occorre per questo sviluppare politiche per il settore primario che concepiscano la meccanizzazione come elemento strutturale. «Tra le questioni più urgenti - dice - quella relativa alla sicurezza sul lavoro (vedi box). A Eima è stato rimarcato infatti il dato sugli incidenti in agricoltura (200 morti in media ogni anno), in gran parte causati dall’uso di macchine vecchie e mai revisionate». E sulla querelle revisione «ferma da 3 anni, 5 mesi e 21 giorni - puntualizza con una dose di amara ironia Malavolti -», arriva l’impegno felsineo del Ministro Centinaio: «Entro l’anno speriamo di sbloccare l’iter e di predisporre i decreti attuativi per la revisione obbligatoria delle macchine agricole».

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L’appuntamento
per la prossima edizione
è per l’11-15 novembre 2020.

Sono molti altri i punti di un possibile incontro fra FederUnacoma e istituzioni. «Sono certo - continua Malavolti - che dopo Eima, su questa e su molte altre questioni che riguardano la meccanica agricola, vedi la compatibilità delle nuove norme con le caratteristiche dei mezzi agricoli, la razionalizzazione delle pratiche per l’erogazione dei Psr, i fondi per la ricerca e altro, si possa lavorare in sintonia con il Ministero e con il Governo».
Inoltre è emersa una particolare attenzione e capacità propositiva da parte del ministro Centinaio per quanto riguarda il mondo giovanile. Aspetto particolarmente apprezzato da Malavolti: «si tratta di uno degli obiettivi strategici della nostra economia agricola: quello di incoraggiare l’avvento di una nuova generazione di agricoltori, motivati e aperti all’innovazione». E ancora, il capitolo ricerca. Nel confronto con il Ministro Centinaio è emersa con forza una delle istanze-chiave di FederUnacoma: il fatto che non sia possibile favorire le industrie innovative senza stanziare fondi per la ricerca. Che non si possa pensare a maggiori tutele nei contratti di lavoro se si riduce la competitività delle imprese. Che non sia efficace una politica che imponga parametri di sostenibilità validi dal punto di vista ambientale ma inattuabili dal punto di vista industriale, o che prometta un rilancio degli investimenti peggiorando però l’affidabilità del sistema.

Deroga per i trattori isodiametrici, cingolati e a sbalzo
E a proposito di norme inattuabili un passaggio di Malavolti è da rimarcare: «Sul fronte industriale si fa più urgente la necessità di ottenere normative specifiche per il comparto agromeccanico, non mutuate da quelle dell’automobile o di altri mezzi di trasporto che sono spesso inconciliabili con le caratteristiche tecniche dei mezzi agricoli. Il caso dei trattori isodiametrici, cingolati e ‘a sbalzo’ è significativo. Su queste problematiche - conclude Malavolti - stiamo lavorando e prevediamo di intensificare l’attvità dopo le elezioni europee del 2019 quando tutti i principali dossier sulla meccanica verranno reiterati presso gl organismi decisionali». Sembra comunque che la deroga sull’adeguamento dei motori di questi particolari trattori specialistici, segmento del mercato molto italiano, sia più che probabile.
Intanto l’Eima International chiude i battenti con la certezza di rimanere in Emilia almeno fino al 2030, dopo aver confermato il contratto con BolognaFiere e aver avuto garanzie.

 

UN PIANO PER LA SICUREZZA

Trattrici e attrezzature sono strumenti che agricoltori, ma anche contoterzisti, utilizzano quotidianamente: la sicurezza in campo deve sempre essere garantita. Alessandro Malavolti, presidente FederUnacoma, lancia così il “Progetto Sicurezza” spiegando che «presso la sede di FederUnacoma è stato istituito uno sportello informativo presso il quale tutti gli operatori possono avere informazioni precise sulle procedure di revisione delle macchine vecchie, sulle agevolazioni per l’acquisto, sull’aggiornamento professionale e sul conseguimento del patentino». L’Italia è dotata di un parco macchine troppo vecchio, con un’età media di 30-40 anni e che causa circa 200 incidenti mortali ogni anno.Trattrici e attrezzature sono strumenti che agricoltori, ma anche contoterzisti, utilizzano quotidianamente: la sicurezza in campo deve sempre essere garantita. Alessandro Malavolti, presidente FederUnacoma, lancia così il “Progetto Sicurezza” spiegando che «presso la sede di FederUnacoma è stato istituito uno sportello informativo presso il quale tutti gli operatori possono avere informazioni precise sulle procedure di revisione delle macchine vecchie, sulle agevolazioni per l’acquisto, sull’aggiornamento professionale e sul conseguimento del patentino». L’Italia è dotata di un parco macchine troppo vecchio, con un’età media di 30-40 anni e che causa circa 200 incidenti mortali ogni anno.Un altro dato preoccupante è che su circa 56mila mezzi agricoli acquistati solo 19mila sono nuovi e ben 37mila sono macchine usate con un’età media di 20 anni. Per rinnovare il parco macchine si deve favorire l’acquisto di mezzi nuovi e conformi alle direttive comunitarie e nazionali sulla sicurezza. In quest’ottica la revisione delle macchine agricole è fondamentale: «Non è accettabile che un milione di macchine, in un contesto di produzioni di qualità come quello italiano, sia ancora non conforme. Speriamo che il decreto attuativo sulla revisione esca davvero come promesso entro la fine dell’anno in corso o al massimo entro primavera», così si sono espressi Roberto Zalambani, presidente di Unaga e Vincenzo Laurendi del dipartimento Innovazioni e sicurezza impianti Inail.Ma c’è anche chi mette in campo nuove idee, Matteo Ansanelli di Copa/Cogeca, propone due alternative alla revisione: «Il parco macchine italiano è troppo grande per essere interamente revisionato, bisognerebbe pensare a soluzioni innovative, come il “carsharing” anche per il mondo agricolo o a macchine senza operatori». di Sara Vitali

 

A PASSEGGIO TRA L'INNOVAZIONE

Dai sistemi Isobus classe 3 che permettono alle attrezzature di controllare la trattrice alle antenne per guida satellitare in grado di garantire un’elevata precisione anche a basse e bassissime velocità. Dai carri super tecnologici per la somministrazione dell’unifeed alla sensoristica per monitorare tutti i parametri delle bovine fino alle macchine per la gestione della chioma e del terreno in vigneto, quelle per la distribuzione intelligente dei fitofarmaci e le app per la gestione a distanza dei lavori in campo. E ancora, i sistemi per l’utilizzo intelligente dell’acqua nell’irrigazione, le macchine per la gestione e la raccolta del foraggio e i sensori Nir per misurare le caratteristiche dei foraggi.

eimaTutto questo e molto altro hanno potuto vedere da vicino le decine di visitatori di Eima 2018 che hanno partecipato ai tour dell’innovazione organizzati da Edagricole durante i giorni della fiera bolognese. Una manciata i percorsi pensati per portare a un’unica meta: la digitalizzazione dell’agricoltura per garantire più reddito agli imprenditori, aumentare la qualità delle produzioni e ridurre l’impatto ambientale dei lavori agricoli. Uno è stato dedicato all’agricoltura di precisione, uno all’irrigazione intelligente, uno alle macchine e alle tecnologie per un latte di qualità, un altro alle novità dell’agricoltura blu, il quinto si è focalizzato su macchine e tecnologie per la gestione innovativa del vigneto.
Il tour dedicato all’agricoltura di precisione ha fatto tappa negli stand di Arvatec, Spektra Agri, Topcon, John Deere e Kverneland. Quello dell’irrigazione intelligente ha visitato Toro, Netafim, Irritec, Caprari, Sime, Idrofoglia, Scova, Ama, Euroautomations e Irrigazione Veneta. Il percorso dedicato alle tecnologie per la produzione di un latte di qualità si è snodato tra gli allestimenti di Zago, Seko, Siloking, Faresin e Maschio Gaspardo. Il giro focalizzato sul vigneto ha condotto i partecipanti da Arrizza, Maschio Gaspardo, Nobili, Clemens, Rinieri, Faresin, Martignani, Cima, Trelleborg e GR Gamberini.
Per quanto riguarda l’agricoltura conservativa, negli stand di Maschio Gaspardo, Kuhn, Vaderstadt e Agrisem ci si è concentrati in particolare sulle macchine a dischi per la minima lavorazione, utili anche per l’agricoltura biologica. di Simone Martarello

 

CONFAGRICOLTURA, SIGLATE PARTNERSHIP CON NETAFIM E TOPCON

In occasione di Eima International Confagricoltura ha firmato due importanti intese con le società Netafim (impianti di irrigazione a goccia) e Topcon Agricolture (dispositivi per l’agricoltura di precisione). Lo scopo di queste due partnership è quello di stimolare e favorire la diffusione di un’agricoltura sostenibile e di precisione, ottimizzando l’impiego dell’acqua.
Il protocollo d’intesa con Netafim è stato siglato il 7 novembre da Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, Ran Maidan, amministratore delegato di Netafim Ltd, Daniel Naves, presidente di Emea Division e Stefano Ballerini country manager Netafim Italia.Alla firma era anche presente Ofer Sachs ambasciatore d’Israele, la “culla” dell’irrigazione di precisione.

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I due incontri di Confagricoltura con Topcon  (a sinistra) e Netafim.

L’8 novembre, poi, Giansanti ha firmato l’accordo con Topcon Agricoltura assieme a Fabio Isaia, amministratore delegato della società. «Il nostro – hanno detto i vertici di Confagricoltura, Netafim e Topcon – è un accordo strategico che esprime la piena condivisione di valori per lo sviluppo e la diffusione di tecniche innovative anche tramite le tecnologie digitali. Intendiamo così individuare assieme soluzioni avanzate per supportare l’intero processo decisionale dell’agricoltore». di Alessandro Maresca

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