Landini cresce in Turchia

Siglata in settembre una joint venture con Anadolu. Porterà a fabbricare più di 6.000 trattori l’anno

Landini, marchio storico del gruppo italiano Argo Tractors, presente da 133 anni nel mercato mondiale dei trattori, in accordo con il proprio partner commerciale Anadolu Motor, produrrà trattori agricoli in Turchia per servire tutti i mercati non emissionati.

Con questo obiettivo, in settembre Argo Tractors ha siglato con Anadolu Motor, una delle società della multinazionale Anadolu Group attiva in 19 Paesi con 61 stabilimenti produttivi e più di 50.000 dipendenti, un accordo che prevede la costituzione di una joint venture per la produzione e distribuzione che, in pochi anni, offrirà una gamma completa di trattori con specifiche ottimali per i mercati Turco ed extraCee.

L’unità produttiva, che prevede investimenti superiori ai 10 milioni di euro, entrerà in funzione nel primo trimestre 2018 e seguirà i criteri tipici della Lean Production già sperimentati con successo presso gli altri stabilimenti di Argo Tractors, con l’obiettivo di fabbricare a regime più di 6.000 trattori l’anno. La gamma prevede inizialmente trattori tra i 50 hp e 75 hp, ma nell’arco dei primi 24 mesi di attività si estenderà fino a 110 hp.

«Riteniamo di avere ben analizzato le necessità del mercato turco e di avere sviluppato la giusta collaborazione con Argo Tractors – ha affermato afferma Bora Kocak, presidente del Gruppo Automotive di Anadolu Group –. Inizieremo quindi a produrre trattori col rinomato e importante marchio Landini, garantendo grandi benefici alla nostra economia e ai nostri agricoltori».

«Questa collaborazione strategica – spiega Valerio Morra, presidente di Argo Tractors – nasce dall’evoluzione del rapporto commerciale che 4 anni fa Argo Tractors ha intrapreso con Anadolu Group, partner professionale e realtà industriale tra le più importanti e riconosciute dell’economia turca. Landini sarà quindi ancor più protagonista in Turchia grazie a una struttura dedicata alla produzione di modelli mirati ai mercati non emissionati, dove la meccanizzazione agricola è in forte sviluppo e richiede prodotti all’avanguardia».

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome