Agritechnica, le acquisizioni scuotono la meccanizzazione

Trelleborg acquista Cgs (Mitas), i cinesi di Foton/Lovol sono a un passo da Goldoni. Ma le sorprese non paiono finite

Non è stato un buon anno per la meccanizzazione agricola. I prezzi mondiali in ribasso di molte commodities agricole (latte e zucchero in primis) hanno inciso sensibilmente sulla propensione all’investimento di imprenditori agricoli e contoterzisti del Vecchio Continente.
E non è un caso che ormai tutte le stime danno un mercato trattori europeo per il 2015 non superiore alle 150mila unità, in calo di circa 20mila macchine rispetto al dato dell’anno precedente. Scendono i due principali mercati, Francia e Germania (vicino alle due cifre), mentre appaiono leggermente meno pesanti i mercati di Regno Unito, Spagna e Italia che, tuttavia, avevano sofferto molto.
Lo scenario di riferimento piuttosto debole non pare tuttavia aver inciso sulla voglia di rilancio dei protagonisti del comparto, che ribadiscono la positività dei dati fondamentali del settore e si muovono con innovazioni di prodotto e ambizioni espansive.
Il fulcro di questo fermento è stato, ancora una volta, Agritechnica di Hannover nella quale, oltre alla pletora di novità di prodotto, si sono succeduti annunci, quasi annunci e voglia di annunci.
Poichè i grandi costruttori spingono forte sulle full-line, i medi vogliono diventare grandi e i piccoli non rimanere tali.
In Bassa Sassonia Trelleborg ha annunciato l’acquisto del 100% del gruppo ceco Cgs, e quindi di Mitas, per 10,9 miliardi di corone svedei (poco più di 1,1 miliardi di euro). A dare la notizia in presa diretta, il presidente di Trelleborg Maurizio Vischi: «La nostra leadership nel mondo dei pneumatici si rafforza con un marchio fortemente complementare sul fronte dei prodotti». Naturalmente per la piena operatività ci sarà da attendere l’ok dell’antitrust che, arrivando, darà il via libera a una ‘nuova’ Trelleborg con un fatturato annuale attorno ai 900 milioni di euro (circa la metà provenienti dal gruppo ceco che, peraltro, ha chiuso l’ultimo bilancio con un utile - Ebit - rilevante del 16%).
Sul fronte trattori è ormai imminente il passaggio di Goldoni ai cinesi di Foton/Lovol che, dopo aver puntato sul marchio Arbos per lanciare la prima serie ‘europea’ del gruppo, ora si apprestano a mettere le mani sulla storica casa di Migliarina di Carpi e a rilanciare l’intera gamma di trattori specialistici. Servirà il via libera, previsto entro la fine dell’anno, dei creditori al piano industriale (con parziale ripianamento del debito), ma Goldoni in salsa cinese sembra cosa fatta. Tanto che il management di Lovol Europe conta di far ripartire la produzione nello stabilimento modenese già da gennaio 2016.
Si attendeva anche l’annuncio di acquisto nel mondo delle attrezzature di New Holland, sempre più ‘filo full-line’. I nomi in ballo continuano a essere diversi, anche se pare propendere l’interesse verso costruttori del Nord Europa. Ma Carlo Lambro, presidente di New Holland, si prende ancora un po’ di tempo, pur ribadendo alla stampa internazionale che «il 2015 non è ancora finito e potrebbero esserci novità ben prima di quanto si possa pensare».
E mentre i colossi del Vecchio Continente studiano le mosse per crescere, fa capolino un altro costruttore cinese, con ambizioni europee. Si tratta di Zoomlion, headquarter nella provincia di Anhui, che ad Hannover spinge i suoi trattori fino a 200 Cv di potenza e mette (in Germania) le prime basi della propria presenza ‘occidentale’.
E, a conferma dell’avanzata cinese, a molti non è sfuggita la presenza degli uomini Pirelli (società intenzionata a rientrare nel mondo degli pneumatici agricoli) ‘vicini’ a manager dell’Impero di mezzo.
Che convenga imparare il mandarino?

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John Deere compra Monosem

Deere & Company ha annunciato la firma dell’accordo per l'acquisizione definitiva di Monosem, leader nel mercato europeo delle seminatrici di precisione. L'acquisizione comprende anche quattro stabilimenti di proprietà dell’azienda in Francia e due stabilimenti negli Stati Uniti.
«Questo accordo contribuisce a rafforzare ulteriormente la nostra posizione di leadership nell’agricoltura di precisione» ha dichiarato John May, presidente Agricultural Solutions e Chief Information Officer John Deere. «Monosem è un marchio rinomato per la sua capacità di innovazione e il successo delle tecnologie sviluppate per le seminatrici di precisione, soluzioni che aiutano gli agricoltori ad aumentare la produzione. L'acquisizione di questo marchio leader di mercato consentirà a John Deere di servire un numero ancora maggiore di utilizzatori in tutto il mondo».
john+monosemDeere ha intenzione di mantenere Monosem come realtà indipendente all’interno del gruppo. John May ha in particolare sottolineato che l'azienda manterrà il proprio marchio e continuerà a utilizzare le proprie strutture operative. Monosem è rimasta di proprietà della famiglia fondatrice per tre generazioni sin dalla sua nascita, nel 1948. L'acquisizione di Monosem, ha aggiunto May, contribuirà ad accelerare l’espansione di John Deere nel mercato delle macchine per la semina di precisione e consentirà di utilizzarne le competenze ingegneristiche per sviluppare ulteriormente le tecnologie di semina. «La nostra priorità continuerà ad essere quella di aiutare i nostri clienti ad aumentare la loro produttività» – ha concluso May.
Deere & Company è leader mondiale nella fornitura di prodotti e servizi avanzati ed è fortemente impegnata a contribuire al successo dei clienti il cui lavoro è legato alla terra – siano essi professionisti della coltivazione, della raccolta, della trasformazione, per soddisfare una richiesta mondiale di cibo, carburante, alloggi e infrastrutture in costante aumento. Dal 1837 John Deere sviluppa e produce soluzioni innovative di qualità superiore basate su una tradizione di integrità. Per ulteriori informazioni, visitate il sito www.JohnDeere.com.

 

Leggi l'articolo completo di tabella e box informativi su Terra e Vita 45/2015 L’Edicola di Terra e Vita

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