Da sempre e per sempre

Paolo Rafido in occasione di una delle tante fiere dedicate alle macchine agricole d’epoca
Passione infinita. Fin da ragazzo Paolo Rafido è stato attratto dai motori. Un trasporto che non accenna a diminuire

«Un mio vicino aveva un’azienda agricola e lavorava con un Landini Vélite. A quei tempi, appena si sentiva rombare un Landini, tutti correvano a vederlo e così succedeva a me».

DAGLI USA ALL’EUROPA
Mogul (sopra) e 10/20 Titan

Paolo Rafido di Maserà, in provincia di Padova, allora aveva 11 anni e da quel momento non ha mai abbandonato la passione per i motori. Non ci riferiamo solo ai trattori, ma anche alle motociclette (ne ha in collezione una ventina) e alle auto d’epoca. Non per niente, come lavoro ha fatto il carpentiere meccanico e la meccanica gli è sempre piaciuta, così all’inizio degli anni 70 ha comprato proprio un Landini Vélite e… «da cosa nasce cosa – continua Rafido – come spesso succede un trattore tira l’altro e così ho messo insieme la mia collezione». Una “signora” collezione, aggiungiamo noi, che in passato vantava una quarantina di pezzi e che oggi è costituita da circa 25 trattori. «I trattori li ho sempre recuperati in zona, senza seguire un criterio particolare – spiega Rafido – anche perché una volta era molto più facile trovare dei pezzi d’epoca, in quanto erano considerati ferri vecchi e i proprietari li buttavano via. Con il tempo si è sparsa la voce che collezionavo trattori d’epoca, così tramite passa parola mi arrivavano le segnalazioni di mezzi da “salvare”. Il mio 10/20 Titan, per esempio, l’ho recuperato a 15 km da casa mia».

Renault PE, seconda generazione dei trattori prodotti dalla Société Anonyme des Usines / Renault di Billancourt (Francia)

Rafido appartiene alla schiera dei collezionisti “conservativi”, nel senso che predilige i pezzi conservati in buono stato. Grazie anche alla sua professione, infatti, ha sempre restaurato il motore dei pezzi acquistati, mentre la carrozzeria è rimasta quella originale, fatta eccezione per un OM 30/35 restaurato in toto.

Austin 25/30 hp. Il modello in questione fu costruito in Francia
Il logo della Società Italiana Trattrice Agricola di Milano

La passione di Rafido va, poi, oltre la semplice collezione e sconfina nella partecipazione alle fiere locali e soprattutto nell’associazionismo, tanto che si vanta di essere uno dei primi soci Gamae, «dai tempi – precisa Rafido – di Giovanni Magnanini», uno dei fondatori dell’associazione emiliana nel 1980.

Mogul e Titan

Diamo allora qualche dettaglio degli esemplari presenti nella collezione di Rafido, partendo dai suoi due preferiti.

VAPORIERE UNGHERESI
OM 2TM a petrolio completamente restaurato e (sotto) OM T240 testacalda

Parliamo di due trattori costruiti dall’americana International Harvester: 10/20 Mogul del 1913 (che era stato preceduto dal modello 8-16) e il 10/20 Titan del 1915, con motore a cherosene monocilindrico nel primo caso e a 2 cilindri orizzontali nel secondo, 20 cavalli di potenza, raffreddamento ad acqua, 2 rapporti avanti e 1 indietro. «Il Titan 10/20 era davvero una rarità – sottolinea Rafido – tanto che quando lo portavo alle feste, rimanevano tutti colpiti da questo “mostro”». Sempre a marchio International Harvester sono presenti in collezione anche due 15/30 del 1930 e un Farmall Tractor T-10 del 1924 da 10/20 hp.

Fiat 708 cingolato
Hanomag WD R 28/32

Altro pezzo di una certa rarità è un Renault PE, trovato ai confini della Francia, del 1926, con motore 4 cilindri in linea da 20 cv, alimentato a benzina e raffreddato ad acqua. In ordine di rarità segnaliamo, poi, un Fiat 708 cingolato, un piccolo tuttofare con motore 4 cilindri a petrolio, 20 cavalli e 2,5 litri di cubatura, 4 marce avanti e una retromarcia, prodotto a Modena dal 1934 al 1937, considerato un trattore compatto ideale per le pendenze più ripide.

Lanz Bulldog D9506

Rimanendo in orbita Fiat, spiccano un OM T240 da 30 hp testacalda del 1930 e soprattutto un OM 2TM del 1938, costruito su licenza Case alla fine degli anni 30, quando la OM era già di proprietà Fiat, con motore a petrolio da 47 cavalli, 4 cilindri verticali, raffreddato ad acqua, 3 marce avanti e 1 retro.

Tornando fuori dai confini nostrani, troviamo un Austin 25/30 hp del 1923, marchio inglese distribuito in Italia dalla Società Italiana Trattrice Agricola di Milano, “un mito per pochi”, lo definisce qualcuno, con motore 4 cilindri, cilindrata da 3,6 litri, con avviamento a benzina e funzionamento a petrolio. Dalla Germania, invece, si segnala un Hanomag WD R 28/32 del 1932, 32 cavalli, cambio 3 marce avanti e 1 indietro (modello migliorato rispetto al precedente WD R 26) e un Lanz Bulldog D9506, 45 cavalli, del 1951.

Dall'alto rullo compressore Kemna Walze motorizzato Deutz e le due vaporiere ungheresi

Chiudiamo i marchi stranieri di trattori citando una versione a petrolio del 1947 del Fordson Major e un HSCS La Robusta 15 hp del 1939, mentre tra gli italiani si segnalano anche un Landini Vélite da 28/32 cavalli (quello che “ha dato il via” alla collezione), un Landini 40 a vasca del 1932 da 40 cavalli, un Landini L25 (ultimo acquisto in assoluto), un Super Orsi HP 40 del 1939, testacalda monocilindrico orizzontale per 43 cavalli di potenza, raffreddato ad acqua, con 3 marce avanti e 1 retro, e anche un Savigliano.

Non solo trattori

Nella collezione di Rafido troviamo, infine, anche dei mezzi particolari, a partire da un rullo compressore Kemna Walze motore Deutz del 1922, preso perché praticamente abbandonato, e due vaporiere ungheresi della M.K. Allamvastak Gergiàra di Budapest di fine 800, trovate in Romania.

GIOVANI APPASSIONATI CRESCONO
International Farmall Tractor T-10
Veduta dall’alto di una parte della collezione di Rafido
Gabriella Bertazzolo (ultima a destra), moglie di Rafido, assieme ai giovani collaboratori del marito

«Ancora non ho smesso di cercare – conclude Rafido – anche perché per esempio mi piacerebbe aggiungere alla collezione un Landini 30 a vasca. Per fortuna ho alcuni giovani collaboratori che mi danno una mano ed è difficile trovare in giro degli appassionati così giovani, quindi sono davvero da ammirare. Mi piacerebbe anche mettere in piedi un vero e prorpio museo, ma il Comune non finanzia certo iniziative come questa, quindi se non altro spero che le mie due figlie non decidano di sbarazzarsi di questi pezzi di storia dal valore inestimabile, che con tanta passione ho recuperato».

Da sempre e per sempre - Ultima modifica: 2019-11-05T18:08:08+00:00 da Francesco Bartolozzi

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