Expotechnologies lancia le macchine del futuro

Il pubblico ha avuto la possibilità di osservare i nuovi sistemi di precision farming sviluppati da Same Deutz-Fahr, come l’Agrosky, il dispositivo che consente la guida automatica delle trattrici attraverso il controllo satellitare dei mezzi e delle attrezzature.
Al via il progetto Expotechnologies, che vede Same Deutz-Fahr tra i partner
Ideata nell’ambito di Expo 2015, è partita il 20 maggio l’iniziativa “Expotechnologies: il futuro dell’innovazione nelle tecnologie per l’alimentazione”. Si tratta di un progetto di valorizzazione e diffusione della cultura agroalimentare promosso da Confindustria Bergamo, in collaborazione con Bergamo Scienza e la Camera di Commercio. Il progetto si articolerà in una serie di cinque incontri-eventi, dal 20 maggio appunto fino al 31 ottobre, che intendono portare il grande pubblico a conoscenza delle innovazioni nelle tecnologie e nelle macchine della filiera agroalimentare, dal processo di raccolta e trasformazione delle materie prime derivate dalle coltivazioni fino alla realizzazione dei prodotti.

Tra i partner protagonisti del progetto c’è Same Deutz-Fahr (Sdf). E proprio la casa di Treviglio (Bg) è stata madrina dell’iniziativa del primo degli eventi, dal titolo “La meccanizzazione agricola, tecnologie 2.0 in campo”, dedicata in particolare all’agricoltura di precisione, che si è tenuta presso il Parco scientifico tecnologico Kilometro Rosso di Bergamo.

Luigi Sartori, docente dell’Università di Padova, ha introdotto il tema definendo l’agricoltura di precisione un principio più che una tecnica, un modo di fare agricoltura basato sull’impiego di macchine in grado di modificare la propria modalità operativa per gestire la variabilità, utilizzando le nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione. Purtroppo gli agricoltori non riescono ad apprendere queste tecnologie alla stessa velocità con cui i costruttori le sviluppano, per cui ad esempio anche se i sistemi di guida su trattori e mietitrebbie nuovi sono aumentati del 30% negli ultimi due anni, solo un trattore su 3 sopra i 150 kW e le mietitrebbie sopra i 300 kW hanno la guida semiautomatica. È comunque aumentato del 30% il ricorso a sistemi di guida su trattori usati nel 2014, mentre oltre il 25% delle mietitrebbie vendute nel 2011 era equipaggiato con sistemi di mappatura o kit appositi. Sono poche le unità dotate di sistemi di telemetria, mentre in tema di spandiconcime il 20% è di buona qualità, ma non elettronico, e meno del 10% è a gestione elettronica con Isobus, pesa, distribuzione a rateo variabile e gestione delle testate. Infatti, il 70% degli spandiconcime è ancora monodisco o a ridotta regolazione.

L’elettronica

Che la complessità dell’elettronica a bordo delle macchine agricole sia pari se non superiore a quella dell’automotive è un dato di fatto, ha riferito Francesco Taroni, responsabile della divisione Sistemi Elettrici ed Elettronici di Sdf Italia, che ha anche sottolineato la straordinaria evoluzione dei sistemi elettronici dagli anni Settanta ai giorni nostri (dalla ghisa al silicio) e come ancora si evolveranno (dal silicio al dato) finendo con il modificare le aziende produttrici di macchine agricole (da prodotto a servizio), le aziende di servizi e l’agricoltore stesso.

Nell’ambito dei sistemi tecnologici applicati all’agricoltura è intervenuto anche Mario Freri di Cisco, azienda leader nella fornitura di apparati di networking. In particolare Cisco è impegnata su una piattaforma, chiamata Safety For Food, che offre una completa tracciabilità, rintracciabilità dei prodotti all’interno delle filiere agroalimentari (quella vite-vino è una delle ultime su cui sta lavorando Cisco), che consenta alle aziende, agli enti preposti e in ultima analisi anche ai consumatori di ottenere evidenza della qualità, sicurezza e origine delle produzioni. Ciò è possibile grazie alle tecnologie dell’Internet of Everything, che permette di connettere dati, oggetti, persone, processi in modo del tutto nuovo: insomma, dalla materia prima al prodotto finito, dall’agricoltore all’azienda di trasformazione, il digitale si intreccia con tutti gli anelli della filiera.

Sempre nell’ambito di tecnologie a tutela della sostenibilità Daniele Trinchero, docente del Politecnico di Torino, ha raccontato l’esperienza dei cosiddetti iXem Labs (laboratori wireless) creati dalla sua equipe dieci anni fa. La missione di questi laboratori consiste nello studio di sistemi di comunicazione wireless, nella ricerca di tecniche avanzate di comunicazione senza fili, nella promozione della tecnologia wireless per realizzare reti di telecomunicazione in tutto il mondo, nel superamento del divario digitale tra i Paesi in via di sviluppo e quelli più avanzati, nell’applicazione di tecnologie senza fili avanzate, affidabili, a basso costo, per migliorare le condizioni di vita, la tutela dell’ambiente e la sostenibilità dei processi produttivi. Come esempio di queste tecnologie Trinchero ha mostrato l’uso di sensori fotografici e ambientali per un monitoraggio in tempo reale capillare, continuativo e affidabile del vigneto.

I “droni contadini”

In chiusura, non poteva mancare un intervento sui cosiddetti droni contadini, frontiera emergente per l’applicazione delle tecniche di agricoltura di precisione. Il quadro della situazione è stato descritto da Aldo Calcante dell’Università di Milano, che ha evidenziato come i limiti delle tecniche “tradizionali” (mappe storiche di produzione, tecniche ground sensing, immagini aeree o satellitari, scouting) lascino effettivamente spazio ai droni in agricoltura. Il vantaggio sostanziale del drone consiste nello sfruttare al meglio i sensori che può caricare (termocamere, camere multispettrali, telecamere ecc.), perché consente una risoluzione spaziale migliore rispetto a un aereo o a un satellite. I droni non sono comunque esenti da limiti (modesta autonomia di volo, capacità di carico limitata, legislazione) che al momento fanno sì che non siano gestibili dall’agricoltore, bensì da società di servizi. E poi richiedono comunque una post-elaborazione delle immagini, per rilevare presenza di stress o di infestanti sulle piante, ricavare mappe di vigore, fare un semplice conteggio delle piante ecc. e agire di conseguenza (vedi concimazione e diserbo sito-specifici). In ogni caso, negli Usa si stima che circa l’80% del mercato dei droni sarà assorbito dal settore dell’agricoltura di precisione, per un volume di affari di circa 11 miliardi di dollari nei prossimi 3 anni e di almeno 66 milioni di dollari nei successivi 11 anni. Resta il fatto che le maggiori difficoltà non risiedono tanto nell’hardware, quanto nella successiva gestione dei dati, la loro formattazione, l’elaborazione e l’archiviazione.

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