SPECIALE GRANO TENERO

Barre di raccolta evoluzione continua

Versatili, funzionali e dimaggiore dimensione: le novità nel comparto

Più grandi, più versatili, più funzionali:
anche le testate per il grano si evolvono,
soprattutto per adeguarsi al gigantismo
delle ultime mietitrebbie. E poi per semplificare
il lavoro, rendendo più veloce l’aggancio o più
semplice la trasformazione da un prodotto all’altro.
Alla prossima Eima vedremo così qualche
novità interessante, assieme a tante riconferme. Facciamo il
punto sulle une e sulle altre nelle prossime pagine.

CLAAS rilancia sulle Vario

Tra i grandi costruttori, Claas è quella che innova in maniera più
radicale le sue testate, con due nuovi modelli a profondità
variabile (Vario 770 e 930, che prendono il posto delle 750 e 900)
e due testate fisse, le Cerio 770 e 930, in sostituzione delle Grano
750 e 900.
Partiamo dalle testate a profondità variabile, che il costruttore
tedesco ha battezzato Vario. Fino a questo momento, la
variazione di profondità andava da -10 a +20 o +50 cm, con
l’obbligo però, se si sceglieva l’avanzamento massimo, di aggiungere
lamiere per chiudere il fondo della barra. Le nuove
Vario, oltre ad allungarsi fino a 60 cmin avanzamento, hanno le
lamiere integrate ed eliminano così un noioso compito per gli
operatori. Nel contempo, le Vario aumentano anche di larghezza:
le nuove misure sono 7,7 e 9,3 metri, come denuncia il
nome). Valori in apparenza
inusuali, ma che in realtà racchiudono
un altro cambiamento
significativo: il passaggio
dalla misurazione in metri
a quella in piedi, in
sostanza per aderire agli standard
del mercato statunitense.
Secondo questa unità di
misura, dunque, le Vario saranno
25 e 30 piedi, rispettivamente.
Per finire, segnaliamo
nuovi carter laterali, un
nuovo sistema di aggancio rapido
delle lame verticali per
colza (non sono più necessari
attrezzi per l’innesto), un
nuovo sistema di sicurezza anti-ingolfamento,
la coclea da 66 cm e il riposizionamento dei
sensori laser pilot.
Ampliamento della larghezza e cambio dell’unità
di misura riguardano, naturalmente,
anche le barre fisse, ribattezzate Cerio. Anche
qui le dimensioni passano a 7,7 e 9,3 metri
(Cerio 770 e 930). Queste ultime, come le Vario 770 e 930,
saranno in listino da quest’autunno, mentre dall’anno prossimo
la gamma sarà ampliata con le 16, 18, 20 e 22 piedi (da 4,8 a 6,7
metri).
Al di là delle dimensioni, le Cerio saranno rinnovate nello
sparticampo e nell’aspo, che presenta razze aperte con cuscinetti
speciali; in pratica anche le barre di minori dimensioni adotteranno
l’aspo di alta qualità che è montato sulle barre oltre i 10 metri e
mezzo. Sempre a proposito di qualità, va segnalata l’adozione,
sulle barre da grano, dei materiali sinterizzati usati finora sulle
versioni da riso. Tra le due versioni, pertanto, vi sarà una sola
differenza: la lama. Cambiando quest’ultima sarà quindi possibile
trasformare una barra da grano in testata da riso, a tutto
vantaggio della versatilità. Contribuisce alla versatilità, senza
dubbio, anche la scelta di unificare gli attacchi delle testate, una
rivoluzione iniziata con le Lexion di ultima generazione e continuata
con le Avero e Tucano.
Per finire, le barre Cerio avranno un nuovo sistema di recupero
della granella che si dovesse
perdere durante il taglio, una
nuova trasmissione con nuovi
planetari e un nuovo sistema
di movimento della lama.
A completare l’offerta
Claas per il grano troviamo
sempre le barre pieghevoli (da
4,5 e 5,4 metri) e quelle fisse
extralarge da 10,5 e 12 metri,
divise in due da un supporto
centrale per la coclea. Non saranno
ancora importate, invece,
le barre a tappeti Max Flow
da 10 a 14 metri, diffuse soprattutto
nell’Est Europa e negli
Stati Uniti.

Record di larghezza per NEW HOLLAND

Il record per la barra a profondità variabile spetta aNewHolland,
che all’Eima 2014 (in programma a metà novembre a Bologna)
presenterà la sua Varifeed da 41 piedi (12,5 metri di taglio), del
tutto rinnovata. Anche in questo
caso, la molla che spinge al
nuovo progetto è la necessità
di adeguarsi alle alte capacità
delle maxi-trebbie: a cominciare
dalla CR9090 Evolution, ovviamente.
Per far fronte a una
larghezza così ampia, la Varifeed
si rinnova nel telaio, nella
coclea e nei materiali, che sono
tutti ad alta resistenza. La coclea,
da 66 cm di diametro,
avrà un supporto centrale,
mentre l’aspo resta monoblocco.
La lama, con una sola scatola
di comando (sul lato sinistro)
avrà invece una frequenza
più alta, con 1.300 battute. Resta da vedere, naturalmente, la
variazione di profondità: da -10 a +57,5 cm, per adattarsi a
prodotti lunghi come la colza o certe varietà di cereali a paglia.
Un aspetto molto interessante è quello dell’elettronica: sia la
profondità di lavoro sia la posizione
dell’aspo (avanzamento
e altezza) si potranno impostare
dal monitor Intelliview
IV e le impostazioni saranno
memorizzabili, per essere richiamate
in qualsiasi momento
con una semplice pressione
su un tasto virtuale. La testata,
infine, sarà dotata di quattro
pattini per la registrazione automatica
dell’altezza di lavoro.
Da segnalare anche
un’estensione della gamma
verso il basso, con le testate da
16 e 18 piedi. Finora la Varifeed
più piccola ne misurava 20.

LAVERDA adotta la power flowanche sulle m300

Novità anche in casa Laverda, dove si fa sempre più stretto il
legame con Agco. Da quest’anno, per esempio, anche le mietitrebbie
della Serie M 300, come già quelle della Serie M 400,
adotteranno la barra a tappeti Power Flow già in uso sulle macchine
del gruppo, tra cui le Fendt che vedremo presto anche sul
mercato italiano. Si tratta di un importante completamento della
gamma di testate in rosso, che già comprende – per il grano – le
barre da 4,8 a 7,6 metri della linea Free Flow.
Con le barre a tappeti, sostiene Laverda, è possibile raccogliere
prodotti di altezza variabile, fino ad arrivare alla colza, che può
essere tagliata semplicemente aggiungendo le lame spartitrici
verticali. Questo grazie alla distanza di circa un metro tra la lama
e la coclea assicurata dal sistema a tappeti Power Belt. Da notare
anche l’aspo regolabile in tre diverse posizioni e con adeguamento
automatico della velocità in base all’avanzamento della mietitrebbia
e il sistema di taglio anti-ingolfamento Schumacher con
sparticampo universali di nuova concezione. Le barre Power
Flow sono disponibili nelle misure di 5,5 e 6,8 metri.
Citiamo infine le testate Free Flow, dove troviamo, ancora,
lame Schumacher e un telaio aperto di nuova concezione, pensato
per migliorare la visibilità e il lavoro con prodotti a paglia
lunga. Cambiata anche la coclea, di diametro più grande, mentre
resta identico il sistema di regolazione dell’altezza Gsax (ground
self alignement extra) che permette l’adeguamento dell’inclinazione
trasversale e longitudinale con oscillazione fino a 50 cm.

JOHN DEERE e DEUTZ-FAHR

Completiamo la panoramica sui costruttori di mietitrebbie con
due marchi che non hanno grosse novità sulle testate da grano,
ma per i quali vale sempre la pena spendere qualche parola.
John Deere, per esempio, va nel solco delle barre a tappeti con
due tetate di recente realizzazione. La prima è la 600 D, presentata
all’Eima 2012: si tratta della classica testata a tappeti, molto
utile in abbinamento alle macchine assiali e particolarmente preziosa
quando si raccoglie riso. Tanto è vero che è proposta, di
base, con allestimento per questo cereale. Dunque con materiali
ad alta resistenza, aspo a otto aste in acciaio, regolatore della
velocità dei tappeti in cabina e doppio comando della lama di
taglio. Le misure vanno da 7,5min su. Altrettanto interessante la
testata 600 Pf, dove la sigla sta per Premium Flow. In questo caso
troviamo i tappeti in abbinamento a una coclea posta in prossimità
del canale elevatore. In questo modo è possibile aumentare la
profondità della piattaforma e, dunque, usare la testata con prodotti
a paglia lunga o anche con la colza. La larghezza va da 18 a
35 piedi: quasi la stessa forbice della classica barra da grano 600
R, offerta con misure da 16 a 35 piedi.
Arriviamo a Deutz-Fahr, che offre, per le sue mietitrebbie,
testate da 4,8 a 9 m di larghezza. Telaio monoscocca e coclea di
grande diametro sono stati pensati per ottimizzare le prestazioni
e garantire un’elevata affidabilità, mentre per la lama di taglio si è
scelto il sistema Schumacher di seconda generazione, con lama
falciante a taglio tandem da 1.220 colpi al minuto, denti porta-lama
doppi e, a richiesta, rulli premi-lama per ridurre le vibrazioni
e l’usura della stessa. L’aspo, a 6 aste, è proporzionale all’avanzamento,
mentre per la regolazione dell’altezza è presente il sistema
elettronico Autocontrol, che consente anche di ammortizzare
le oscillazioni in fase di trasferimento. Tramite appositi kit, infine,
le barre DF possono raccogliere anche colza e girasole.

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