Claas Axion 800 un trattore all’italiana

Potenza e versatilità. Con i suoi 280 cavalli su 5,4 metri di lunghezza e 9 tonnellate di peso, è la macchina ideale per la media azienda agricola. Abbiamo provato il portabandiera della gamma Axion 800 su un precedente di Arundo donax e terreno tenacissimo

È l’alfiere della gamma 800. Ovvero una delle più nevralgiche di tutto il listino, se consideriamo il mercato italiano: grande, ma non grandissima, con tanta potenza – si parte da 195 cv nominali e si arriva a 270 – ma ancora versatile, grazie a un peso a vuoto che va da 8,3 a 9 tonnellate, a seconda di modello e allestimento. L’Axion 800 è insomma il trattore di alta potenza per l’azienda agricola e di contoterzismo italiano di taglio medio.

La macchina messa in prova su questo numero è il modello più grande della serie: Axion 870, per la precisione, con i suoi 270 cavalli nominali, che diventano 280 in potenza massima e ben 295 (217 kW) quando è attiva l’extrapotenza o Cpm. Il test è stato fatto, come ormai da un anno a questa parte, a Cadriano, presso l’Azienda Agraria dell’università di Bologna, dove i tecnici del dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari hanno eseguito le classiche prove strumentali per valutare risposta delle sospensioni, accelerazione, capacità di frenata e rumorosità interna ed esterna all’abitacolo. A fianco di ciò, abbiamo realizzato, come di consueto, un test di lavoro in campo, abbinando l’Axion a un dissodatore da 3 metri della Dondi.

Motore e trasmissione

Partiamo dalla descrizione generale della macchina. Axion 870 è un trattore di gamma medio-alta, come abbiamo visto, con una stazza di 9 tonnellate su una lunghezza totale di 5,42 metri. Il passo di 3 metri quasi esatti dovrebbe assicurare sia un buon bilanciamento dei pesi, sia un traino grintoso anche in condizioni difficili. Per il nostro test abbiamo avuto a disposizione la versione C Matic con allestimento Cebis: la miglior combinazione, come vedremo, di comfort e tecnologia oggi disponibile nel listino Claas.

Cominciamo però ad aprire il cofano. Non ci sorprenderà trovarvi, sotto, un 6 cilindri Fpt, dal momento che Claas ha da tempo stretto una partnership con il marchio del gruppo Cnh per i motori di alta potenza. Nello specifico, abbiamo qui un Nef 6 cilindri da 6,7 litri, glorioso propulsore, sulla piazza ormai da diversi anni. Naturalmente, la versione montata sugli Axion attuali è di ultima generazione. A partire dal febbraio scorso sono infatti in commercio gli Axion 800 Stage V, mentre quello usato per il test montava ancora la tecnologia Stage IV, basata su catalizzatore Scr e turbocompressore a geometria variabile. Il tutto controllato, naturalmente, da un’elettronica spinta. Che offre, accanto alla riduzione dei consumi, alcune interessanti funzioni, come la memoria di regime motore, il controllo del calo di regime prima di ridurre la velocità e via elencando.

Sempre l’elettronica rende possibile la funzione Cpm (Claas Power Management), che sarebbe poi la classica extra-potenza, offerta per i lavori alla Pto (oltre i 7 km orari) e i trasporti, ma anche per gestire la ventilazione. Che è naturalmente proporzionale al fabbisogno della macchina, come ormai consuetudine sui trattori di fascia alta.

Passiamo alla trasmissione. Cmatic è il nome che Claas assegna al suo cambio a variazione continua. Che, come sanno i bene informati, è l’adattamento di un Terramatic ZF,

Terramatic nel dettaglio 

eccellente trasmissione basata su quattro gamme e un sistema di sincronizzatori che permette la variazione infinita dei rapporti. Si tratta di un dispositivo abbastanza noto, sia perché è sul mercato da diverso tempo, sia perché è adottato da molti costruttori (da Deutz a Mc Cormick, per citarne due). Nella versione personalizzata per Claas, dispone delle tre classiche modalità di guida, ovvero Auto, Leva e Manuale. Nella prima si imposta la velocità desiderata e si lascia fare al sistema elettronico; in funzione Leva l’operatore regola la velocità con la cloche, mentre il regime è gestito dall’elettronica. Infine, la strategia di guida Manuale permette al conducente di gestire liberamente giri motore e velocità di avanzamento, come si può facilmente intuire.

Test impegnativo
Axion 870 è il capofila della gamma 800. Trattore di lunghezza contenuta ma con un buon passo (1), è pensato per essere potente e versatile. Lo abbiamo testato con un dissodatore Dondi da 3 metri (2), su precedente di Arundo Donax, coltura che crea un fitto reticolo di rizomi pochi cm sotto la superficie del terreno. Un particolare che ha reso più complessa l’azione del dissodatore (3).

In generale, gli automatismi previsti sono parecchi e interessanti. Vi sono due memorie di carico motore (Eco e Power), per esempio, e tre velocità registrabili per richiamarle rapidamente quando si fanno lavori ripetitivi. L’operatore può anche crearsi un profilo personale per le diverse applicazioni, in modo da non dover sempre reimpostare i valori preferiti dopo che il trattore è stato usato da un’altra persona.

Abbandoniamo la trasmissione ricordando che, come tutti i cvt, offre le classiche funzioni di arresto attivo (trattore bloccato se si rilascia il pedale dell’acceleratore con la marcia inserita) e assistenza alla frenata: tirando indietro la leva mentre si preme il freno, si moltiplica la forza di arresto. Infine, Axion dispone anche del freno motore, che aumenta l’effetto frenante fino a 2,5 volte.

Idraulica

Settore ancora essenziale, anche se si comincia a parlare con sempre maggior insistenza di alimentazione elettrica degli attrezzi, l’idraulica della serie Axion è basata su una pompa a portata variabile da 110 o, in alternativa, 150 litri al minuto, utilizzata per alimentare i sollevatori posteriore e anteriore e un massimo di sette distributori, di cui cinque posteriori e due ventrali/anteriori. Distributori che, per il modello più grande della gamma, sono esclusivamente elettroidraulici. Elettronici, chiaramente, i due sollevatori. Quello posteriore, dotato di compensatore di oscillazioni di serie, alza fino a 102 quintali, mentre per il frontale della macchina vi sono due opzioni disponibili: una da 4,6 e una da 5,8 tonnellate di alzata massima. Anche in questo caso, lo smorzatore di oscillazioni è standard, assieme alla funzione doppio effetto, mentre Pto (1.000 giri), regolazione della posizione e prese idrauliche sono optional. In materia di Pto, ricordiamo anche i parametri di quella posteriore: gira a 540 o 1.000 giri, velocità che, grazie alla funzione Eco, raggiunge a 1.600 giri motore. Naturalmente, se le richieste dell’attrezzo sono compatibili con questa impostazione.

Test impegnativo

Eccoci infine al nostro test in campo. Come anticipato nelle pagine precedenti, lo abbiamo realizzato abbinando l’Axion a un dissodatore della Dondi da 3 metri. Attrezzo forse poco impegnativo per un trattore da 280 cavalli, ma se affondato a dovere in un terreno tenace, dà comunque parecchio filo da torcere anche a macchine ben dotate. Soprattutto se, come nel nostro caso, si lavora un appezzamento in cui si è coltivata Arundo Donax, la comune canna palustre, che come noto crea, pochi centimetri sotto la superficie, una fitta rete di rizomi, del diametro di due o tre cm ed estremamente tenaci. Si aggiunga che i residui di canna rimasti in superficie hanno reso il campo piuttosto scivoloso, tanto che la macchina ha, in più occasioni, pattinato vistosamente. Questo anche per un difetto di zavorratura anteriore, comunque, e di non corretta impostazione del sollevatore. Il test è stato purtroppo eseguito in periodo di blocco per Covid 19, cosa che ha impedito la presenza di un tecnico della casa costruttrice. Siamo stati così costretti a lavorare in emergenza, realizzando la prova con quanto avevamo a disposizione.

Allestimento de luxe
L’allestimento C Matic offre un bracciolo multifunzioni di ultima generazione (4) con una leva di nuova concezione (5) a orientamento orizzontale, dotata di ben otto tasti programmabili. Attorno a essa (6) troviamo il Joystick e le levette dei distributori, l’acceleratore a mano, l’attivazione della Pto e i comandi fisici del terminale. Quest’ultimo (7) è anche Touch screen, un sistema di controllo che tuttavia non è sempre utilizzabile nelle condizioni di lavoro agricole. Completano la strumentazione i controlli del sollevatore sul pannello laterale (8) e il cruscotto (9).

A ogni modo, è stato possibile valutare la macchina nei suoi aspetti principali, che qui andiamo a elencare. Partiamo dal motore: senza dubbio brillante e grintoso, ma anche elastico. Soltanto forzando manualmente la marcia siamo riusciti a portarlo vicino allo spegnimento. Se lasciato in modalità automatica, per quanto si ecceda con l’affondamento dell’attrezzo, il cambio scala marcia e riparte da un rapporto inferiore, anche pattinando, ma senza arrivare a spegnere il motore. Promozione a pieni voti, insomma, sia per il cambio sia per il 6 cilindri Nef.

Guarda il video sul cambio

 

Allestimento de luxe
L’allestimento C Matic offre un bracciolo multifunzioni di ultima generazione (4) con una leva di nuova concezione (5) a orientamento orizzontale, dotata di ben otto tasti programmabili. Attorno a essa (6) troviamo il Joystick e le levette dei distributori, l’acceleratore a mano, l’attivazione della Pto e i comandi fisici del terminale. Quest’ultimo (7) è anche Touch screen, un sistema di controllo che tuttavia non è sempre utilizzabile nelle condizioni di lavoro agricole. Completano la strumentazione i controlli del sollevatore sul pannello laterale (8) e il cruscotto (9).

Altra cosa che ci è piaciuta in modo particolare è il sistema di sospensioni. «Sia quelle della cabina, sia quelle del ponte anteriore sono morbide al punto giusto, eliminano le vibrazioni senza infastidire il conducente», ci spiega Renzo Gobbo, che ci ha assistito nel test. Claas, del resto, ha ereditato dai vecchi Renault il sistema di sospensioni della cabina su quattro punti con barre di torsione, un’esclusiva per il settore agricolo che ha sempre dimostrato un’eccellente efficienza.

Sospensioni esclusive
Particolarmente ben studiato il sistema di sospensioni della cabina (10) e del ponte anteriore (11). Buono il numero di distributori (12) e la portata dei due sollevatori (13 e 14). Per quello posteriore abbiamo avuto qualche difficoltà di impostazione, dovuta con ogni probabilità a scarsa conoscenza del mezzo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Prima di passare alla cabina, ecco i due unici appunti che ci sentiamo di fare alla macchina.
Il primo riguarda la sterzata, che non ci è parsa delle migliori, nonostante le profonde incavature nel telaio, realizzate proprio allo scopo di aumentare il raggio di svolta. Fissato, secondo scheda tecnica, in 5,31 metri di raggio. Il secondo aspetto su cui riflettere, a nostro parere, è l’altezza della cabina, che è piuttosto importante. «In questo modo si riducono le vibrazioni da parte della trasmissione, ma per un uso in collina una cabina così alta potrebbe essere un handicap», dice ancora Gobbo.

Sospensioni esclusive
Particolarmente ben studiato il sistema di sospensioni della cabina (10) e del ponte anteriore (11). Buono il numero di distributori (12) e la portata dei due sollevatori (13 e 14). Per quello posteriore abbiamo avuto qualche difficoltà di impostazione, dovuta con ogni probabilità a scarsa conoscenza del mezzo.

 

Cabina e comandi

Entriamo dunque nell’abitacolo, dove troviamo begli interni e tanto spazio. I comandi sono ben organizzati, soprattutto se, come nel nostro caso, si usa la versione Cebis, che presenta la nuova leva multifunzioni a impugnatura orizzontale C Motion e il classico bracciolo multifunzioni, ormai totalmente replicato dal terminale Cebis, un touch screen da 12 pollici. Che mantiene però – e diciamo noi molto opportunamente – anche i comandi fisici, per riuscire a gestire il computer in presenza dei forti sobbalzi che si creano su fondo accidentato. Nella versione attualmente in commercio, Cebis offre tra l’altro anche il Cemos, il nuovissimo software per l’impostazione guidata degli attrezzi che promette di aumentare la produttività riducendo i consumi.

Scrivevamo della leva C Motion. Senza dubbio è una delle migliori oggi sul mercato, per ergonomia e semplicità d’uso. Vi troviamo infatti, oltre alla regolazione della velocità, inversione di marcia, controllo del sollevatore posteriore, guida automatica e manovre di fine campo, Tempomat e infine otto tasti di funzione su cui il conducente può programmare i comandi che più gli servono in quel momento. La leva è naturalmente in posizione eccellente, in testa al bracciolo e dunque facilmente utilizzabile tenendo l’avambraccio comodamente appoggiato. Anche i restanti comandi sono ben organizzati. Ricordiamo per esempio le leve dei distributori o i tasti rapidi per l’impostazione del sollevatore, messi sul montante destro. Buona la visibilità del cruscotto, per finire.

Allo stesso modo, è molto valida la visibilità anteriore, favorita anche dal fatto che il catalizzatore Scr è stato inserito, con accorta opera di design, sotto il cofano. Non si può dire lo stesso della visibilità posteriore, invece, leggermente penalizzata dai parafanghi e, forse, dalla collocazione abbastanza avanzata della postazione di guida. «Anche la cabina mi sembra leggermente avanzata: questo favorisce la visibilità anteriore, ma ostacola parzialmente quella posteriore, soprattutto sui lati», spiega l’operatore dell’Università.

Nel complesso il trattore esce comunque a testa alta dal test, anche perché, come si vede da queste pagine, ha avuto buoni risultati anche nelle prove strumentali. La gamma Axion 800 si conferma dunque come una delle più performanti del listino Claas. Un costruttore che ha fatto le sue fortune sulle macchine da raccolta, ma che oggi vanta un’offerta completa e assai interessante anche nel campo dei trattori.


 

Il test dell’Università

Il Claas Axion 870 è una macchina che si è comportata bene nei test in pista. La trasmissione consente inversioni e accelerazioni rapide e con variazioni dell’accelerazione durante i cambi di gamma o di moto. Il comfort è molto buono, in particolar modo  durante i trasporti su strada e su cavedagna.

Meno nei passaggi sui dossi, dove sul McCormick X8 (vedi Macchine e Motori Agricoli n. 7/2019) sono stati registrati valori significativamente migliori. La rumorosità in cabina è molto buona, meno quella esterna dove sono stati raggiunti gli 80 dBA. Molto contenuto il raggio di svolta, che è addirittura inferiore a 6m.

Michele Mattetti (Distal - Università di Bologna)


 

Il video della prova sarà presto online

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Claas Axion 800 un trattore all’italiana - Ultima modifica: 2020-04-15T16:56:36+02:00 da Roberta Ponci

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