Creare un’officina da zero, ecco tutto quel che serve

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Spesa minima di 150mila euro. Per strutture, attrezzature fisse, mobili e un buon magazzino ricambi, che rappresenta la voce più onerosa. Il peso crescente dell’elettronica

Se non avete duecentomila euro a disposizione, scordatevi di mettere in piedi un’officina. Perlomeno, non una attrezzata con tutto quel che serve per lavorare bene: dalla gru al tornio, dall’area di lavaggio delle macchine ai set di chiavi, normali e speciali. Già, perché ogni costruttore di trattori usa le sue e se siete un’officina multimarca, dovete averne un po’ di tutti i tipi, per un costo approssimativo superiore ai cinquemila euro. Senza dimenticare l’elettronica, che da sola si porta via quasi 20mila euro, se usate i software multimarca. Se invece voleste usare la diagnostica originale di ciascun costruttore, buona fortuna. Ammesso, ovviamente, che riusciate a trovarla, dal momento che, come scriviamo più volte in questo numero, i costruttori non la cedono a terzi, al momento.

Primo: la struttura
Il primo passo per fare il meccanico è trovare i locali. Il cui costo – parliamo chiaramente di affitto – dipende molto dalla zona e dalla superficie, ma diciamo che può andare, indicativamente, dai mille ai tremila euro al mese, per uno spazio compreso tra i 300 e i 500 metri quadrati, più ampia area esterna. Per un solo meccanico, 300 metri quadrati sono più che sufficienti e a ben vedere ne basterebbero 200, ma se avete un socio o un dipendente, lo spazio necessario cresce esponenzialmente. In 500 metri quadrati, ci dicono gli addetti ai lavori, si sta comodamente in tre, avanzando spazio per il magazzino ricambi, l’ufficio e gli spogliatoi. Tutto quel che serve per essere a norma, insomma.

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A proposito di norme: per non avere noie in materia di sicurezza e tutela ambientale se ne vanno, malcontati, 25mila euro, tra dotazioni di sicurezza, spogliatoi con bagno, aspiratore di fumi, area di lavaggio con recupero delle acque e vasche per olio esausto e rifiuti speciali. Tutte voci che, nei nostri calcoli, abbiamo ascritto alla lista dei costi strutturali e di impiantistica. Dunque, riassumendo, si parte da un capannone con uno spazio sufficiente all’interno ma soprattutto con una buona area di stoccaggio esterna, per parcheggiare i trattori in attesa di riparazione o quelli già finiti. In aggiunta, area di lavaggio, vasche per i vari oli (esterne all’officina, per legge), impianto di aspirazione e, perché no, un ufficio. Che tra arredi, cancelleria, computer, stampante, rete Internet e magari anche la macchinetta del caffè, costa più di cinquemila euro. A essere parchi. A questo punto avete i locali, che dovete però attrezzare.

Attrezzature fisse
Per prima cosa, vi servirà una gru, con cui alzare carichi pesanti. Poi i vari banchi (uno per ogni addetto), sia fissi sia mobili. Se fate un minimo di carpenteria – e per aggiustare trattori è quasi indispensabile – si aggiungono alla lista una pressa idraulica, tornio, fresa e l’irrinunciabile trapano a colonna, che si usa più che quotidianamente. L’idraulica, ormai onnipresente, richiede un’apposita centralina di prova, dotata di diversi manometri e di un circuito a doppia pompa, per alta e bassa pressione. Abbinata al passatubi, fanno quasi diecimila euro. Nel complesso, soltanto per le attrezzature pesanti (non dimentichiamo il compressore e la saldatrice a filo, che potremmo comprendere in questo elenco) si superano i 25mila euro.

Elettronica
Voce un tempo quasi assente dalle officine, ma che oggi sta assumendo sempre maggior importanza. Senza la diagnostica, lo sappiamo, non si va da nessuna parte e lo stesso vale per vari dispositivi di ricerca guasti e test, sonde a fibra ottica e chi più ne ha più ne metta.
I sistemi diagnostici sono indubbiamente quelli che pesano maggiormente sulla voce nel suo complesso: costano sui tremila euro l’uno e ne servono più d’uno per coprire tutti i marchi. Del resto, se ci si affidasse alla diagnostica specifica di ogni costruttore si spenderebbe sicuramente di più, senza contare la difficoltà per procurarsi software e hardware.
Ci sono poi altri marchingegni che sembrano usciti da un film di James Bond, come il rilevatore di fumi nei radiatore (utile per diagnosticare un danno alla guarnizione della testata), il tester del common rail eccetera. Tutti giochetti dai 500 euro in su.

Chiavi e attrezzi minuti
Che in un’officina servano parecchie chiavi non è una grande scoperta. Sorprende un po’ di più pensare che ce ne vogliono per oltre cinquemila euro. E se poi si aggiungono le chiavi speciali, ovvero quelle specifiche per ogni costruttore, ideate per evitare che chi non le possiede possa smontare pezzi del trattore, si superano abbondantemente i 10mila euro di spesa.
Ci sono poi trapani, pistole avvitatrici pneumatiche o elettriche, saldatrici , lampade e cric, variabili per dimensione e sistema di alimentazione (idraulico o pneumatico). Quella degli attrezzi a mano è una delle voci più pesanti nell’investimento totale: al terzo posto, secondo i nostri calcoli, per un esborso complessivo di circa 35mila euro.

Il peso dei ricambi
La spesa principale, da quanto abbiamo visto, è però quella dei ricambi. Fatto salvo per quelli più costosi o meno frequenti, per cui ci si rivolge al costruttore quando ne serve uno, è buona cosa avere un magazzino rifornito, se si vuol riparare un trattore in tempi rapidi. Calcolando che i marchi sono una decina e i modelli molti di più, anche se ci si limita alla ricambistica principale si va vicini ai 50mila euro, cui si aggiunge il costo per le scaffalature e le cassettiere.

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Numeri evidentemente importanti e che, come abbiamo scritto in esordio di servizio, portano l’ammontare totale ben sopra i 150mila euro soltanto per partire, affitti esclusi.
Ovviamente, nessun meccanico, soprattutto al giorno d’oggi, inizia in questo modo, completamente da zero e senza clienti. Si parte di solito come dipendenti e pian piano ci si mette in proprio. Magari dedicandosi in prima battuta alle riparazioni a casa del cliente – sempre molto gradite in quanto non richiedono di spostare il trattore dall’azienda agricola – per le quali non serve un’officina, ma un furgone attrezzato.
Che, pur costando tra i 40 e i 70mila euro, a seconda della dimensione del furgone e della qualità dell’attrezzatura, rappresenta pur sempre un investimento molto minore rispetto a un’officina tradizionale.

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