Tra i big della meccanica torna il sorriso

Riprendono a crescere i bilanci dei grandi costruttori di macchine agricole. Fatturato 2017 su del 10-12%

Dopo il picco del 2013 e tre anni consecutivi di fatturati in calo, tornano finalmente a risalire i volumi d’affari dei grandi della meccanizzazione agricola mondiale.

Partendo da John Deere, che chiude il suo anno fiscale a fine ottobre. Per l’anno fiscale 2017 le vendite e i ricavi netti di Deere & Company a livello globale sono aumentati del 12% rispetto al 2016, per un fatturato totale di 29,738 miliardi di dollari. L’utile netto, invece, è stato di 2,159 miliardi di dollari, corrispondenti a 6,68 dollari per azione, rispetto a 1,524 miliardi (4,81 dollari per azione) del 2016.

«John Deere ha chiuso un altro anno di successi in un mercato delle macchine e attrezzature per l’agricoltura e le costruzioni che ha evidenziato una certa crescita, mentre le nostre strategie volte a costruire un modello di business più duraturo hanno prodotto importanti risultati», ha dichiarato il presidente Samuel R. Allen, sottolineando come le vendite e gli utili registrati nel 2017 rappresentino il quinto migliore risultato nella storia dell’azienda. Nel segmento agricoltura e turf (giardino) le vendite sono cresciute del 9% su base annua grazie ai maggiori volumi di consegne, a migliori marginalità e a un favorevole mix di vendite.
Per l’anno fiscale 2018, John Deere prevede una crescita a livello mondiale delle vendite di macchine e attrezzature pari a circa il 9%.

Entrando nello specifico delle singole aree geografiche, le vendite negli Stati Uniti e in Canada dovrebbero crescere del 5-10%, supportate da una maggiore domanda di macchine di grandi dimensioni. Allo stesso modo è previsto un aumento delle vendite su base annua nei paesi membri dell’Ue28, pari a circa il 5%, grazie a un migliore andamento dei settori lattiero-caseario e zootecnico. Le vendite di trattori e mietitrebbie nell’area sudamericana aumenteranno secondo le previsioni del 5% in seguito al permanere di condizioni favorevoli, in particolare in Argentina. Si prevede che le vendite nell’area asiatica si rafforzeranno in India, compensando la debolezza del mercato cinese. Complessivamente, Deere & Company prevede una crescita di circa il 22% per l’anno fiscale 2018, mentre gli utili e le vendite nette cresceranno di circa il 19%.

Cnh Industrial ha annunciato ricavi consolidati di 27.361 milioni di dollari per l’anno 2017, in crescita del 10% rispetto al 2016. L’utile netto è stato pari a 313 milioni di dollari, mentre l’utile netto adjusted è stato pari a 669 milioni di dollari rispetto a 482 milioni di dollari nel 2016. Il risultato diluito per azione adjusted è stato pari a 0,48 dollari nel 2017, in crescita del 37% rispetto al 2016. L’utile operativo delle attività industriali è di 1.519 milioni di dollari per l’anno 2017, rispetto a 1.291 milioni di dollari nel 2016, con un margine operativo del 5,8%, in crescita di 0,3 punti percentuali rispetto al 2016.

Le macchine per l’agricoltura hanno registrato nel 2017 ricavi di vendita netti in rialzo del 10% rispetto al 2016 (in aumento del 8% a cambi costanti). In America Latina, il risultato positivo è stato principalmente dovuto a un aumento della domanda, maggiori quote di mercato, mix favorevole dei prodotti ad alta potenza e migliori prezzi netti.

I ricavi di vendita netti sono aumentati in Asia-Pacifico principalmente per effetto di volumi favorevoli in Australia, Russia e nel sud-est asiatico. In Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), i ricavi di vendita netti sono cresciuti per effetto di un aumento della domanda, un mix prodotto favorevole e migliori prezzi netti. In Nafta (Nordamerica), i ricavi di vendita netti sono diminuiti per effetto della riduzione delle scorte nella rete di vendita, principalmente per i trattori ad alta potenza e per le linee di prodotto della fienagione e foraggio.

La domanda in Nafta è stata generalmente stabile, con il settore della coltura a file in crescita, compensato da volumi inferiori nel settore degli allevamenti. Per l’anno 2017 l’utile operativo è stato pari a 949 milioni di dollari, un aumento del 16% rispetto a 818 milioni di dollari nel 2016, principalmente per effetto di volume e mix prodotto favorevoli in tutte le aree geografiche ad eccezione di Nafta. Il margine operativo è cresciuto di 0,4 punti percentuali all’8,5%.

Per il 2018 si prevede che la domanda mondiale di macchine per l’agricoltura migliori in tutte le aree geografiche da stabile a in aumento del 5% in media. Si stima, inoltre, che i redditi delle aziende agricole rimangano stabili, pertanto nessun cambiamento significativo è atteso nella superficie coltivata.

Chiudiamo con Agco. La corporation americana ha chiuso il 2017 con vendite nette di circa 8,3 miliardi di dollari, in crescita del 12,1% rispetto al 2016, con un utile netto di 189,3 milioni di dollari, pari a 2,32 dollari per azione (furono rispettivamente di 160,2 milioni di dollari e 1,96 dollari per azione nel 2016). «Una domanda stabile del mercato e una solida esecuzione operativa ci ha consentito di raggiungere gli obiettivi finanziari per il 2017 e di ottenere risultati migliori rispetto al 2016 – ha dichiarato il presidente Martin Richenhagen –. Negli ultimi anni abbiamo lavorato in modo diligente sulle strategie di riduzione dei costi ai fini di acquisizioni, produttività degli stabilimenti e sviluppo di nuovi prodotti». A livello di macroaree, i risultati migliori sono stati raggiunti da Agco nella regione Asia/Pacifico/Africa (+23,9%), seguita da Sudamerica ed Europa/Medio Oriente (entrambe +11,4%) e quindi Nordamerica (+3,6%). La domanda del settore per il 2018 dovrebbe mantenersi sui livelli del 2017 in tutte le aree e le vendite nette di Agco sono stimate a quota 9,1 miliardi circa, grazie a maggiori volumi di vendite, migliori prezzi, acquisizioni e effetto favorevole nei cambi di valuta.

Visualizza Andamento fatturato e utile netto dal 2005 al 2017 - milioni di dollari

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