Plugfest, una fiera specializzata sull’Isobus

Plugfest
Si è tenuta a Bologna l’edizione europea 2016 della manifestazione Organizzata da Aef

Anche gli esperti di Isobus hanno il loro consesso mondiale. Si chiama Plugfest, è promossa dalla Aef (Agricultural industry Electronics Foundation) e si svolge due volte l’anno, una in Nord America e una in Europa. Nata nel 2001, nel 2016 si è tenuta recentemente a Bologna e ha registrato numeri record: 140 partecipanti, 75 visitatori, oltre 70 aziende rappresentate, 125 prodotti e 2.200 sessioni di prova. «Il successo della Plugfest è un segnale di quanto fondamentali siano oggi le soluzioni tecnologiche per le lavorazioni sul campo e di quanto le aziende di tutto il mondo stiano investendo per fornire ai propri clienti macchine in grado di ottimizzare ogni operazione sul campo – ha spiegato Alessio Bolognesi, responsabile organizzativo di PlugFest Bologna e del Servizio Tecnico Elettronica di FederUnacoma –. Lo sviluppo di macchine e soluzioni Isobus è un trend in forte crescita anche grazie alle nuove tecnologie sulle quali Aef sta lavorando. L’edizione 2016 rappresenta oggi la nuova “asticella” da superare per le prossime edizioni».

Plugfest
Foto di gruppo di tutti i partecipanti

Detto che anche il numero di aziende italiane che stanno investendo sulla tecnologia è in netta crescita, la manifestazione consiste in una tre giorni di test e sessioni tecniche tra gli esperti, finalizzati a perfezionare la tecnologia Isobus che, lo ricordiamo, è quel protocollo informatico che consente la gestione ottimale del rapporto fra la trattrice e le attrezzature (e quindi il controllo di ogni operazione colturale). Suddivisi in 11 gruppi di lavoro, i tecnici possono verificare l’evoluzione dei sistemi di mappatura dei terreni agricoli tramite satellite e di trasmissione delle informazioni alla trattrici e all’attrezzatura, ma soprattutto testare le nuove frontiere dell’elettronica applicata. Tecnologie come quella “TIM” (Tractor-Implement Management) permettono oggi all’attrezzo agricolo di segnalare all’operatore eventuali anomalie e imperfezioni nelle fasi di lavoro e di intervenire sulla trattrice con comandi diretti determinandone i movimenti e la velocità di lavoro, mentre sistemi “wireless” mettono in comunicazione più macchine al lavoro in contemporanea sul campo, per gestirne gli spostamenti in modo ottimale e armonizzare il lavoro di una macchina-guida con quello di macchine complementari in grado di operare anche senza guidatore. Inoltre, connessioni tra le macchine agricole e il computer di casa o lo smartphone rendono possibile la gestione a distanza delle operazioni colturali, mentre sistemi Internet evoluti (Internet of things) combinano in modo intelligente le informazioni raccolte dalle macchine con quelle prodotte dalle reti di sensori collocati sul campo.

 

 

Cos’è l’AEF

AEF
Da sinistra Mark Benishek (segretario Aef), Peter Van der Vlugt (Kverneland Group, presidente Aef), Marcello Mongiardo e Andrew Olliver (Cnh Industrial, team leader del progetto Comunicazione e Marketing).

Nata nel 2008, l’Aef ha registrato un numero crescente di adesioni, che adesso ammontano a 189 membri. Nel comitato direttivo rientrano 8 costruttori (Agco, Claas, Cnh Industrial, John Deere, Kverneland, Pöttinger, Sdf) e 2 associazioni di costruttori (Aem, americana, e Vdma, tedesca). Il 40% dei membri viene dalla Germania, il 17,5% dal Nord America e il 18% dall’Italia (18 aziende) così come dalla Francia. «Lo scopo istituzionale dell’Aef – ha spiegato nel corso della conferenza Marcello Mongiardo, vicepresidente di Aef e direttore del “System Architecture Tractor application” di Cnh Industrial – è quello di rendere perfettamente compatibili i sistemi prodotti dalle aziende informatiche e quelli realizzati e installati direttamente dalle industrie della meccanica agricola, e di consentire un’interazione perfetta tra gli apparati prodotti dai diversi marchi. Questo rappresenta non soltanto un’esperienza di grande interesse dal punto di vista tecnico, ma una strategia che consente un notevole ampliamento del mercato e una rapida diffusione di queste nuove tecnologie».

Centinaia di tecnici ed esperti di marketing lavorano assieme, su base volontaria, per sviluppare le linee guida sull’uso e l’applicazione degli standard. Attualmente i gruppi di progetto sono 11: test di conformità, sicurezza di funzionamento, implementazione tecnica, assistenza e diagnosi di guasto, automazione, comunicazione e marketing, elettrificazione, sistemi di videocamere, sistemi informatici per aziende agricole, Isobus ad alta velocità, comunicazioni di campo wireless. Tra i “prodotti Aef” quindi si possono annoverare le verifiche di conformità, il database Isobus e le linee guida, oltre appunto al Plugfest. «Dopo il cosiddetto Isobus Classe III, che rende possibile non solo il controllo delle attrezzature da parte del trattore, ma anche il contrario – ha concluso Mongiardo – il prossimo step riguarda sicuramente l’Isobus ad alta velocità, ancora in fase di studio, per trasferire i dati a una velocità ancora maggiore».

A settembre 2016 le compagnie registrate nel database erano 189, per 337 famiglie di prodotto e 274 componenti certificati.

F.B.

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