Donnino Valentini, il collezionista dei Lombardini

Donnino Valentini è anche consigliere del Gamae.
Donnino Valentini a Cavriago (Re) possiede la serie completa di trattori del marchio reggiano
A Cavriago, in provincia di Reggio Emilia, tutti conoscono Donnino Valentini. La sua officina di riparazione di trattori e macchine agricole è storica, la più vecchia della zona e la più conosciuta, e sono ancora in tanti gli agricoltori a servirsene.

Nato in una famiglia di agricoltori, Donnino ha cominciato molto presto a lavorare in un’officina del paese, prima come dipendente e poi in proprio a partire dal 1975. Dopo i primi anni di lavoro con le macchine operatrici, si è concentrato sui trattori e questo spiega anche la sua passione per questi mezzi. La voglia di collezionare trattori d’epoca è iniziata nel 1980, senza seguire criteri specifici, ma facendosi guidare, diciamo così, dall’istinto. «L’unico modello che ho seguito in modo particolare – ci spiega – è stato il Super Landini. Nella mia officina ne sono transitati davvero tanti, almeno una quarantina di esemplari, perché erano molto diffusi nella zona e molti clienti finivano per portarmeli in officina. Venivano usati in particolare per azionare le pompe irrigue verticali, perchè solo loro riuscivano a farle funzionare». Questa passione nelle fasi iniziali lo ha portato a fare anche “piccole” follie, come quella di andarsene in Argentina per un mese nel 1993. «Quell’anno imbarcai 20 macchine, che poi ho rivenduto, dei marchi più svariati: John Deere (fui il primo a portare in Italia il modello D), Case IH, Allis Chalmers ecc. Quando ci ripenso, mi rendo conto del tempo e dei costi che ho sostenuto per questa mia passione».

In realtà, per una parte della sua collezione, che in totale vanta una ventina di pezzi, almeno un criterio lo ha seguito. Stimolato anche dal suo amico Rino Benatti, che possiede una splendida collezione di Oto Melara e che abbiamo già ospitato su questa rivista (Macchine e Motori Agricoli n. 7/8 del 2008), ha messo insieme tutta la serie dei trattori Lombardini. E non poteva essere diversamente, dato che l’azienda reggiana aveva (e ha tuttora) sede a pochi chilometri da casa sua. «Ho cominciato a collezionare i trattori Lombardini 15 anni fa – conferma – e ora li possiedo tutti. Non ne ha costruiti molti (5, cingolati compresi), ma sono sicuramente una collezione particolare, con alcuni modelli difficili da trovare». Nel complesso Valentini possiede 9 esemplari, partendo dal più vecchio, il cingolato di piccole dimensioni (larghezza 1 m, passo 842 mm) TL8, del 1951. Monocilindrico, 8 cavalli di potenza, a petrolio, venne seguito nel 1952 dal TL30 e dal TL40 (sono tre gli esemplari di questo modello nella collezione di Valentini), entrambi con motore diesel bicilindrico, gommati, rispettivamente da 30 e 40 cavalli di potenza.

Nel 1956 è la volta del TL 25, con motore Lombardini da 22,5 cv e pistoni a V, nonchè doppio comando della frizione (a pedale oppure mediante leva manuale). Chiude il cerchio alla fine degli anni ‘50 il Castoro C 24, trattore cingolato che Valentini possiede in tre versioni diverse, una delle quali, ci dice, «con sistema di coppa a secco, cioè praticamente senza olio nella coppa, ma con serbatoio dell’olio a fianco. Inoltre, va ricordato che il Castoro allora possedeva già l’inversore idraulico, una vera e propria innovazione per quei tempi».

Come tutti sanno, però, Lombardini aveva iniziato nel 1924 a Novellara (Re) assieme a Pietro Slanzi costruendo motori per uso industriale e agricolo, per poi proseguire individualmente nel 1931 in quel di Reggio Emilia, dove continuò a produrre motori di piccole e medie dimensioni, a petrolio o nafta, raffreddati ad aria o a liquido. E nel capannone di Valentini troviamo anche degli esemplari di questo tipo. «Lombardini è nato con i motori e ha fatto l’errore di passare ai trattori», commenta scherzando Valentini e nel frattempo ci descrive un paio di questi motori. Troviamo un motore industriale, potente e pesante (10 q) al tempo stesso, un altro con raffreddamento a pioggia e un motocompressore LDR 120/2 con avviamento a inerzia. Tutti targati Lombardini.

Altri marchi

Oltre a Lombardini nella collezione di Valentini trovano comunque spazio anche altri marchi. «Se avessi voluto, pescando in questa zona avrei potuto mettere insieme una bellissima collezione di Same e Fiat, ma non mi interessavano. Di Same ho comunque il DA 67, abbastanza raro, e il DA 12. Come a dire, il modello piccolo e quello grande». Da citare sicuramente il Super Landini che Valentini ha deciso di tenere, perché ricevuto in dono da un’azienda vicina, di proprietà dei Conti Spalletti. «È in ottime condizioni, perché ha lavorato poco, ed è bellissimo, non posso certo privarmene. E poi è il pezzo più vecchio della collezione, del 1948», commenta Valentini. Che ha anche un altro esemplare “speciale” di Landini. «Si tratta di un L55 che mi è arrivato dalla Spagna nel 1990 – ci spiega – e so per certo Landini ne ha fatti pochi di questi modelli, forse solo una decina, perché destinati appunto ai mercati di Spagna e Argentina. Casualmente un camionista mio cliente che scaricava balle in un’azienda in Spagna mi ha segnalato la presenza di questo L55 e alla fine me lo sono fatto portare a casa. Mi è costato caro, l’ho riverniciato e sistemato, ma ora è uno splendido esemplare che fa gola a molti».

Proseguendo nella collezione, da segnalare sicuramente una Lamborghinetta, che «un po’ come i trattori Porsche sta andando di moda. L’ho comprata lo scorso anno e portata in esposizione al Mercante in Fiera di Parma e l’hanno voluta fotografare tutti», ci racconta Valentini. Un trattore sicuramente particolare è il Nibbi RM2 30S, versione frutteto dell’unico trattore prodotto dalla casa reggiana, costruito anche nella versione 4 ruote motrici e poi Thomson.  Altrettanto rara è la carioca Del Monte con motore Willys da 20-22 cv (che sostituì il Fiat della 514) e i differenziali italiani dello Spa 38 (poi sostituiti da quelli della Chevrolet, accorciati). «Le carioche Del Monte hanno subito nel tempo delle modifiche – spiega Valentini – perché man mano che il petrolio scarseggiava, Del Monte si faceva portare i trattori dagli agricoltori per togliere il vaporizzatore in modo da poterli alimentare a benzina pura».

In futuro le motofalciatrici

Chiudiamo con le motofalciatrici, una passione che Valentini ha sempre avuto, perché ne ha viste passare tante in officina. Abbiamo diversi marchi nella sua collezione, con modelli degli anni ’50 e ’60, dalla S-Special della svizzera Rapid, già munita di marce e retromarcia, alla AM 52 della Aebi, sempre svizzera, dalla Record dell’austriaca Bucher alla Figaro-C della italiana Nibbi. «Ho appena cominciato a collezionare le motofalciatrici – conclude Valentini – ma appena vado in pensione, mi ci dedico a tempo pieno. E mi concentrerò sui marchi reggiani». di Francesco Bartolozzi

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