Irroratrici, il controllo è legge

Irroratrice
Dopo anni di rodaggio, entra finalmente nel vivo la pratica delle verifiche funzionali, diventate obbligatorie da novembre 2016

Dalla fine del novembre 2016 i viticoltori, come tutti gli imprenditori agricoli della Comunità europea, possono utilizzare per i trattamenti fitoiatrici solo irroratrici che abbiano superato positivamente il cosiddetto controllo funzionale. Questo in attuazione della Dir. 2009/128/Ce, recepita dall’Italia con Dlgs 150/2012, che ha istituito sul territorio europeo un quadro normativo armonizzato per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.
Bruxelles ha previsto che ciascuno Stato membro elaborasse un Pan (Piano di azione nazionale), da sottoporre all’approvazione della Comunità europea, nel quale venissero esplicitate le azioni da adottare per perseguire le finalità della norma. Il Pan italiano è stato emanato con Decreto del 22/01/2014, rivoluzionando diversi aspetti della gestione fitosanitaria delle colture.

Irrorazioni nel mirino
Le nuove norme pongono molta attenzione alla distribuzione dei prodotti fitosanitari e, quindi, alle macchine irroratrici. Macchine non correttamente funzionanti e non tarate possono disperdere nell’ambiente anche l’80% del prodotto fitoiatrico. Il quale, se non raggiunge il bersaglio, può disperdersi nell’aria o gocciolare sul terreno con il rischio di contaminare le acque di falda e superficiali. L’inefficiente distribuzione del prodotto fitosanitario, inoltre, rende poco efficace il trattamento, rischiando di doverlo ripetere e di favorire lo sviluppo di patogeni o fitofagi resistenti. Di conseguenza diverse azioni del Pan codificano, direttamente o indirettamente, la gestione delle macchine per i trattamenti fitosanitari. Tra queste, quella che ha maggiore rilievo per le irroratrici in uso riguarda i “controlli delle attrezzature per l’applicazione dei prodotti fitosanitari” (A.3). Come richiesto dalla Direttiva, dal 2014 è diventato obbligatorio per tutte le aziende agricole sottoporre a controllo funzionale periodico le macchine per la distribuzione dei fitofarmaci, in analogia a quanto si fa da tempo per le autovetture e si sta cercando di introdurre per le trattrici.
Dalla fine del 2014, i contoterzisti che eseguono trattamenti fitosanitari possono utilizzare solo attrezzature che abbiano superato positivamente il controllo funzionale (quindi è necessario chiedere al proprio terzista copia del certificato da conservare e allegare al registro dei trattamenti) mentre per le irroratrici delle aziende agricole l’obbligo è entrato in vigore il 26 novembre 2016. Le ispezioni dovranno essere effettuate ogni 5 anni fino al 2020 e, successivamente, ogni tre.

Leggi l’articolo completo su Macchine e Motori Agricoli n. 4/2017 – L’edicola di Macchine e Motori Agricoli

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