Fienagione, la qualità nasce in campo

Circa 500 visitatori hanno affollato i medicai della cooperativa Bonlatte per la seconda edizione di Nova Agricoltura Fienagione.
Circa 500 visitatori alla seconda edizione di Nova Agricoltura Fienagione a Manzolino di Castelfranco Emilia (Mo)

Bassa umidità, leggera brezza, sole e tanto pubblico: una giornata perfetta per la fienagione nei medicai dell’azienda agricola Bonlatte a Manzolino di Castelfranco Emilia (Mo) dove si è svolta la seconda edizione di Nova Agricoltura Fienagione, organizzata da Edagricole con la collaborazione di Bonlatte, Progeo e il Crpa di Reggio Emilia.

Cinquecento visitatori, 17 parcelle per circa 40 macchine viste in azione, 21 aziende espositrici che hanno proposto le loro attrezzature e tecnologie più evolute per gestire nella maniera migliore possibile le diverse fasi della fienagione: Nova Agricoltura Fienagione si è confermata giornata formativa di alto valore tecnico e scientifico per imprenditori agricoli, agronomi, tecnici e studenti.

L’interesse dei visitatori nel valutare il lavoro svolto dalle attrezzature è stato evidente (si trattava di erba medica al secondo sfalcio).

Lo scopo principale della fienagione è far arrivare alla bocca delle vacche da latte un fieno che mantenga il più possibile le proprietà nutrizionali di quello appena sfalciato o di quello che gli animali brucherebbero se pascolassero. E un fieno di qualità serve per produrre latte con caratteristiche organolettiche che soddisfino le richieste dei disciplinari delle filiere agroalimentari più prestigiose, come ad esempio quella del Parmigiano Reggiano, il re delle Dop. Aspetto, questo, evidenziato nel convegno del pomeriggio (vedi box), cui ha fatto seguito la visita guidata all’allevamento Oppio della cooperativa Bonlatte.

La giornata in campo si è svolta con una rassegna di macchine, pneumatici e tecnologie di ultima generazione per eseguire tutti i lavori necessari alla fienagione: sfalcio (e condizionamento), ranghinatura, andanatura, pressatura e movimentazione delle balle. Senza dimenticare i dispositivi per la gestione post-raccolta del foraggio, dagli essiccatoi agli analizzatori per il precision feeding, dalle sonde per il controllo della temperatura delle balle di fieno alle reti per l’imballaggio. Fra le principali novità di processo viste in campo, le attrezzature in grado di gestire l’andana dal taglio alla raccolta, con pick-up che trattano delicatamente il foraggio e tappeti andanatori che lo convogliano nella posizione voluta. E poi trattori, sollevatori telescopici e rimorchi a norma con le ultime novità previste dalla Mother Regulation. Altro aspetto interessante che i partecipanti hanno potuto apprezzare è stata la larghezza di lavoro delle macchine, come ad esempio falciatrici combinate anteriori-posteriori da 8 a 10 metri, voltaforaggio da 8 a 13 metri e ranghinatori a doppio rotore da 9 metri.

Da citare, infine, anche il tocco di internazionalità della seconda edizione di Nova Agricoltura Fienagione, grazie alla presenza di costruttori quasi all’esordio in Italia, provenienti da Slovenia, Polonia e Finlandia.

 

La curiosità

Quasi 200 km in Vespa per arrivare a Nova Agricoltura Fienagione. Partenza da Ghedi (Bs) di buon mattino e arrivo attorno alle 10, in sella a un PX 200 E, in quel di Manzolino (Mo) per dare un’occhiata in campo alle ultime innovazioni della meccanizzazione agricola nel comparto. È la piccola/grande impresa di Adriano Ghitti, abbonato da quasi mezzo secolo a Terra e Vita e aficionado delle manifestazioni di campo di Edagricole. «Cerco di non perdere questi appuntamenti – sottolinea Ghitti – poiché sono un’occasione di confronto e un modo per rimanere aggiornato. Ci sono macchine e tecnologie davvero innovative e fuori dall’ordinario». G.G.

 

Formigoni: molto più latte sfalciando entro 24-25 giorni

La qualità nasce in campo, ma si realizza poi nella caldaia del caseificio. Così la tavola rotonda che ha animato la parte pomeridiana dell’evento di Manzolino ha completato il discorso tecnico iniziato al mattino. E lo ha fatto dando la parola a Marco Nocetti, responsabile del Servizio tecnico del consorzio del Parmigiano Reggiano: «Il nostro disciplinare promuove l’impiego del fieno nell’alimentazione delle bovine: questo alimento infatti garantisce l’ottenimento di una maggiore qualità casearia del latte, cosa che invece gli insilati, che vietiamo, non possono garantire. Li vietiamo perché fonte di clostridi, che provocano gonfiore tardivo nel formaggio, e perché abbiamo scelto di non opporci a questo problema usando conservanti come il lisozima».

L’azione del fieno sulla produzione del latte è stata indagata anche da Andrea Formigoni, docente all’Università di Bologna. Che ha informato: «L’intervallo medio di sfalcio dell’erba medica oggi supera i 30-33 giorni. Ma ridurre questo intervallo entro i 24-25 giorni potrebbe garantire una maggiore produzione di latte di almeno 2-3 kg/capo/die o permettere di ridurre l’uso dei mangimi di 1-2 kg/capo/die a a parità di latte». E poi: «Usare foraggi di elevata qualità aumenta la disponibilità di nutrienti per le bovine, aumenta la loro salute anche solo perché riduce i rischi a livello ruminale, aumenta produzione e qualità del latte». Strategie per ottenere un fieno di qualità, alla tavola rotonda, anche da Fabrizio Ruozzi del Crpa: «Usare la falciacondizionatrice sulla medica, evitando interventi troppo vigorosi: le fessurazioni sugli steli accelerano la loro essiccazione. Effettuare il rivoltamento quando il foraggio è ancora umido ed elastico, max 60-50% di umidità». Giorgio Setti

 

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