Arbos, un campus per la formazione

Arbos 5130 al lavoro con seminatrice MS 8230 a 12 file.
Training agronomico e prove in campo dedicati alla rete commerciale e ai clienti finali. Zambelli: un progetto che consolida i nostri obiettivi

Partito il 12 giugno e terminato il 6 luglio, il Green Campus organizzato presso l’Arbos Implement Factory di San Vito al Tagliamento (Pn) e dedicato a dealer e clienti finali, ha visto il gruppo italo-cinese impegnato nel trasferire la propria visione completa e globale di un concetto che armonizza le macchine agricole e il suolo, attraverso l’ottimizzazione del ciclo agronomico e il governo di un sistema macchina-attrezzatura sempre più connesso e complesso.
«La nostra mission è chiara – ha dichiarato Alessandro Zambelli, marketing director di Arbos Group –: investimenti costanti legati a concetti innovativi, anche nella formazione della rete distributiva. Arbos Green Campus, come un vero campus universitario, ha voluto unire gli imprenditori Arbos di tutta Europa e creare competenza, fare gruppo, condividere obiettivi e motivazioni. Il successo è stato oltre le aspettative: non si è trattato solo di un training agronomico professionale messo in campo dai tecnici Arbos, i partner tecnici Kohler e Alliance Tires e i professori universitari coinvolti, ma di un progetto che ha ulteriormente consolidato un gruppo che condivide passione e chiari obiettivi di crescita».

arbos
Seminatrice Direkta.
Arbos
Il particolare elemento di semina Wings.

La prima edizione di Arbos Green Campus ha permesso di approcciare e imparare a conoscere il ruolo e l’importanza che rivestono le tecniche agronomiche nella progettazione della full line Arbos, studiata per fornire risposte puntuali e specifiche a ogni singola esigenza operativa. Oltre 300 i partecipanti tra dealer, clienti, filiali e importatori provenienti da Francia, Spagna, Portogallo, Regno Unito, Russia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Grecia, Austria, Polonia, Turchia, Italia e Balcani.

Full line
Con il programma Green Campus, il gruppo Arbos ha unito attrezzature e trattrici dotate di tecnologie all’avanguardia all’indispensabile know how tecnico, assolutamente imprescindibile per una gestione consapevole di quel complesso ecosistema che è il suolo.

Arbos
In anteprima al Green Campus è stato mostrato il P7260, ancora in fase prototipale, con motore Fpt, 6 cilindri, Stage V, da 260 cv e trasmissione PowerShift a 5 stadi, e il coltivatore Rock. Entrambi saranno presentati ufficialmente alla prossima Eima.

Le quattro settimane di training hanno affrontato e analizzato le tecniche agronomiche più sviluppate in Europa: convenzionale, conservativa e no tillage. Abbinate alle trattrici della Serie Arbos 5000 Global e Advanced, ai compatti Serie 3000 e agli specializzati serie 4000 F, Q, E, le attrezzature del gruppo hanno lavorato sodo. Le seminatrici MS 8230 a 12 file – pneumatica di precisione -, MBS e MSD 2.0 Combi hanno dato prova pratica della corretta lavorazione in un cantiere convenzionale.
Stesso lavoro, ma con tecniche di agricoltura conservativa, è stato svolto dalla Direkta, utilizzata in modalità coltivatore, ma rapidamente riadattabile alla funzione seminatrice, seguita dalla MS 8230 a 8 file coadiuvata dallo spargiconcime MMX, preciso e compatto per la distribuzione a spaglio di concime granulare e pellettato.

FATTURATO VERSO I 100 MILIONI

Dopo un 2017 di ricavi netti pari a 96.847.000 euro (di cui il 53% arriva da Goldoni e il resto da Matermacc più Arbos, per un risultato netto di 1.414.000 €), il gruppo Arbos punta decisamente a superare quota 100 milioni nel 2018. «Nel 2017 abbiamo investito molto in Ricerca & Sviluppo – ha spiegato Andrea Bedosti, amministratore delegato del gruppo – oltre 11 milioni di euro (di cui 10,6 in Matermacc e Goldoni, cosa che tra l’altro ha consentito un cospicuo credito fiscale in Italia), pari addirittura a un 11% del fatturato. Le previsioni per il 2018 sono quelle di superare i 100 milioni, grazie soprattutto a Goldoni, marchio per il quale abbiamo ripreso il 13% di quota mercato specializzati in Italia.

Arbos

Il fatturato 2017 di Matermacc è stato realizzato per il 65% all’estero, mentre quello di Goldoni, per il quale siamo praticamente ripartiti da zero, è al momento ripartito al 50% tra Italia ed estero (soprattutto Francia e Spagna). L’inizio 2018 è stato in linea con il 2017 per Goldoni, anche se il portafoglio ordini risulta al momento un po’ lungo, mentre per Arbos abbiamo già venduto un centinaio di macchine. Contiamo di chiudere il 2018 a circa 3.700 trattori (di cui 350 P5000) contro i 2.900 del 2017». Per quanto riguarda Matermacc, la riorganizzazione dello stabilimento produttivo sta dando i primi risultati e si conta di portare tutto a lean production nel 2019: per il 2018 si punta a vendere 1.000 seminatrici di precisione, 700 seminatrici per i cereali e circa 40 irroratrici.

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