Telescopici, attenzione ai costi

Vediamo quando e perché il sollevatore può essere più conveniente di un caricatore frontale

In soli vent’anni il caricatore telescopico, precedentemente confinato alla cantieristica, ha di fatto conquistato un suo spazio in agricoltura, trovando una forma di convivenza con il “tradizionale” caricatore portato frontalmente. Quest’ultimo è riuscito a mantenere una propria quota di mercato soprattutto in virtù dell’automazione e dei controlli elettronici, insieme al fatto di poter essere accoppiato al trattore standard, dunque riducendo il costo rispetto a un mezzo dedicato.

Ma dove si richiede la massima capacità di lavoro, soprattutto in spazi ristretti – come nello stivaggio delle balle in fienile – o un’elevata maneggevolezza, il telescopico è una soluzione vincente. Anche qui, però, bisogna confrontarsi con i costi orari, che rendono realmente conveniente la macchina specifica solo al di sopra di una certa soglia, oppure quando si richiedono prestazioni (altezza, sbraccio e portata) incompatibili con il caricatore frontale.

Dove esistono le motivazioni tecniche, si può ragionare di costi, ma non viceversa: il telescopico è e resta un mezzo costoso, perché concentra in poco spazio un vero “pieno” di tecnologia. Se diamo un’occhiata al mercato, osserviamo che i listini sono fortemente influenzati da due variabili principali: il carico massimo sollevabile e la media fra sbraccio e alzata, che definiscono in modo netto le varie classi prestazionali ed i relativi prezzi di vendita. Com’è ovvio, le portate più modeste, così come gli sbracci e le altezze minori, caratterizzano i telescopici che si rivolgono principalmente alle aziende agricole, con o senza bestiame.

Per contro, le macchine con migliori prestazioni possono interessare i contoterzisti che si sono specializzati nella raccolta di paglia e foraggi, o che fanno essiccazione e stoccaggio di cereali. In quest’ultimo caso, tuttavia, la semplice movimentazione su piazzale trova una temibile concorrenza nelle pale articolate industriali.

Leggi l’articolo completo su Macchine e Motori Agricoli n. 9/2016 - L’edicola di Macchine e Motori Agricoli

 

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