Trattore Deutz-Fahr Agrokid 230

Acquistato per “essere secondo”, si sta facendo davvero voler bene grazie a prestazioni che il proprietario stesso definisce sorprendenti. Andiamo a capire perché

Né campo aperto, né frutteto. Oppure tutti e due. La categoria dei trattori compatti è un unicum interessante, nel panorama della meccanica agricola. Le sue caratteristiche corrispondono, infatti, all’identikit del trattore multi-utility, in grado di lavorare, in certe condizioni, su frutteti e vigneti (larghi), ma anche di andare in campo aperto. Per esempio, in montagna e in tutte quelle situazioni in cui una macchina più grande avrebbe qualche problema. Infine, i trattori compatti sono perfetti per quelle attività che proprio agricole non sono: dal giardinaggio professionale ai lavori su piazzali in varie realtà produttive.

Per avere un parere informato su queste macchine ci siamo rivolti a un agricoltore che da circa un anno e mezzo usa un compatto, sia per attività aziendali sia – e soprattutto – nei suoi vigneti di Lambrusco e Pignoletto, per un totale di 800 ore di attività. Il nostro esperto per questo numero è Giuliano Mantese, di Sorbara (Mo), proprietario di 6 ha di vigneto oltre che dell’allevamento di lombrichi da pesca più grande d’Italia, dato che si sviluppa su ben due ettari di superficie coperta. Mantese ha due trattori: un New Holland da frutteto cui ha affiancato, nella primavera del 2014, un Deutz-Fahr Agrokid 230. È proprio quest’ultimo il protagonista delle prossime pagine: un trattore acquistato per “essere secondo”, ma che si sta facendo davvero voler bene grazie a prestazioni che il proprietario stesso definisce sorprendenti. «Pensavo di aver comperato un mezzo trattorino, mi ritrovo con un trattorino e mezzo», è il suo giudizio. Vediamo da cosa è motivato.

Leggi l’articolo completo su Macchine e Motori Agricoli n. 11-12/2015 L’Edicola di Macchine e Motori Agricoli

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