Seminatrice Väderstad Carrier Drill 300

Con un terreno in tempera o moderatamente bagnato, la seminatrice svedese brilla per qualità del lavoro. Ottimi anche i materiali con cui è costruita

Non sono tante le seminatrici da sodo che riescono ad aver ragione dei terreni emiliani. E Parma, in fatto di suolo argilloso e tenace, è seconda a pochi.
Le macchine pensate per semina diretta soffrono particolarmente il terreno pesante: finché infatti le condizioni sono buone non hanno difficoltà, ma quando il suolo argilloso si bagna, tende ad attaccarsi al disco di interramento e soprattutto a non chiudere il solco, oppure a compattarsi eccessivamente attorno al seme impedendo l’emergenza. Insomma, il più delle volte si finisce col fare un pessimo lavoro.
In condizioni proibitive, anche la macchina che prendiamo in esame oggi ha questo limite. Tuttavia finché il terreno è in tempera o moderatamente bagnato, dice il suo proprietario, non ha rivali, per qualità del lavoro e anche dei materiali con cui è costruita.
Un costruttore in crescita
La seminatrice in questione è la Carrier Drill della Vaderstad, un costruttore svedese diventato, nel giro di mezzo secolo, una multinazionale delle macchine agricole. La troviamo a casa dei fratelli Peri di Marano (Pr) che già in un’occasione sono stati protagonisti di questo spazio, per un carro-botte Pagliari da 35 metri cubi.
Il primo giudizio di Michele Peri sulla seminatrice è, come si vede, del tutto positivo: «È una gran macchina – ci dice – che ci sta facendo davvero contenti: nessun guasto, funzionamento molto buono e importante capacità di lavoro».
Cominciamo, come di consueto, con una carrellata sulla macchina. La Carrier Drill 300 è una seminatrice da 3 metri di larghezza, disponibile in versione trainata o – come nel nostro caso – portata. Si tratta, come anticipato, di un attrezzo per semi-lavorato o sodo, composto da un erpice a dischi, un elemento di semina anch’esso a disco e, in chiusura, un rullo compattatore, seguito da un erpice a pettine optional. In tutto, circa 22 quintali di peso e una tramoggia da 1.100 litri, sufficienti per una decina di quintali di seme (in dipendenza dal prodotto seminato, ovviamente).

Leggi l'articolo completo su Macchine e Motori Agricoli n. 9/2015

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome