Bobcat, ritorno alle origini

Modello 358+ Agri.
Pochi sanno che gli inizi del costruttore americano di telescopici furono proprio nel settore agricolo-zootecnico

Dici Bobcat e pensi alla minipala, c’è poco da fare. Del resto, è proprio con questo attrezzo che il gruppo statunitense ha creato – nonché monopolizzato per anni – una nuova nicchia di mercato.

Tuttavia, non molti ricordano che Bobcat non fa soltanto mini-pale, ma tutta una serie di attrezzature per la movimentazione di terra e materiali di ogni genere. E ancora meno sanno, probabilmente, che le origini di questo importante costruttore hanno salde radici nell’agricoltura. Le mini-pale Bobcat nacquero infatti per avere un mezzo pratico e maneggevole con cui pulire gli allevamenti di tacchini, laggiù negli States e il fatto che siano poi diventate famose come macchine per il movimento terra in città e spazi angusti non toglie che tutto abbia avuto inizio in mezzo alle campagne. Anzi, in un pollaio.

Back to the roots

Con questa consapevolezza, non stupisce più di tanto che Bobcat abbia da poco ampliato la sua gamma di movimentatori telescopici con una specifica nicchia denominata Agri. Evidente e inequivocabile indizio della volontà di estendere le vendite a questo mercato. «Abbiamo lasciato un po’ da parte il settore agricolo, ma ora è venuto il momento di ampliare il segmento dei telescopici, con particolare attenzione proprio all’agricoltura. Per questo motivo è stato creato il comparto Agri, che ha caratteristiche specifiche per rendere al meglio in allevamenti e aziende cerealicole. D’ora in poi, saremo sul mercato con le nostre macchine espressamente dedicate all’agricoltura». Sono le parole con cui Norbert Donaberger, responsabile del settore telescopici per Bobcat, ha confermato alla stampa specializzata la rinnovata vocazione agricola del marchio.

Due nuove gamme

L’annuncio è stato dato a Pontchateau, nei pressi di Nantes, dove ha sede lo stabilimento che produce tutti i telescopici del gruppo Bobcat. Naturalmente, gli uomini della lince rossa non si sono limitati a proclamare un generico maggior interesse per il settore agricolo, ma hanno colto l’occasione per presentare le due gamme a esso dedicate: le compongono i TL 358 e 358+, di media dimensione, e i maxi-telescopici TL 360, TL 470 e TL 470 Hf. Resta quindi scoperto il settore dei mini-caricatori, dal momento che l’unico modello di questo segmento, il TL 2250, da 2,2 tonnellate per 5,2 metri di altezza e 75 cv, monta un motore non più a norma con gli standard di emissioni occidentali. Par comunque di capire che presto o tardi la lacuna sarà colmata, motorizzando adeguatamente questa piccola ma interessante macchina.

Come pure interessanti sono i quattro modelli di cui si compone il segmento agricolo. Che sono praticamente identici ai cugini del comparto edile, dai quali si differenziano per le dotazioni del cosiddetto Agri pack. Che comprendono pneumatici specifici per campo aperto, per esempio, oppure i freni idraulici, indispensabili per fare, oltre che movimentazione, anche traino.

Massimo controllo

Tra gli aspetti che più colpiscono l’attenzione, scorrendo la scheda tecnica delle macchine, vi è sicuramente la notevole possibilità di regolazione. L’operatore può, tramite due tasti sul joystick, aumentare o ridurre l’aggressività dell’idraulica, ovvero rendere più o meno morbidi i movimenti del braccio, sia in alzata/abbassamento, sia in sfilo e rientro. Premendo un apposito tasto sul cruscotto, inoltre, gli stessi pulsanti della leva multifunzioni aumentano o riducono l’aggressività dell’idrostatica. In altre parole si può avere una macchina reattiva e con molta ripresa, morbida e lenta nella traslazione o varie altre combinazioni di queste due variabili. Tutto questo grazie a un’elettronica discreta ma onnipresente, che controlla, attraverso un sistema Can-bus, ogni funzione delle macchine.

Altro aspetto degno di nota, in quanto praticamente sconosciuto nel settore, è la presenza di un sistema di sospensioni, seppur minimale, della cabina. Sospensioni meccaniche, beninteso, ma ciò nonostante sufficientemente confortevoli; di certo migliori di una cabina fissa. E il fatto che siano montate di serie sulle macchine Agri lascia capire come Bobcat intenda affrontare questo settore: offrendo macchine di qualità, con grande affidabilità e forte di un marchio che non ha bisogno di presentazioni, sebbene sia nuovo per l’agricoltura.

Vediamo allora brevemente le principali caratteristiche tecniche dei nuovi modelli presentati. In comune hanno il motore Deutz Stage 3B montato longitudinalmente, con radiatori orizzontali e ventola reversibile. Gli assali sono marcati Dana, mentre nelle versioni Hf la pompa idraulica a centro chiuso arriva a 190 l/min. di Ottavio Repetti

Visualizza Le nuove gamme di telescopici agricoli Bobcat

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In campo

Durante la presentazione è stata data ai giornalisti la possibilità di veder lavorare le macchine in alcune delle applicazioni più tipiche: movimentazione di terra e granaglie, accatastamento rotoballe e simili. Inoltre abbiamo potuto anche provare direttamente, sebbene per poco tempo, i modelli 358+ e 470 Hf. Di quest’ultimo si apprezza senza dubbio la notevole portata idraulica, che permette di alzare agevolmente anche importanti carichi di terreno. Comodissimo, inoltre, il sistema di regolazione dell’idraulica: la variazione nella risposta, aumentando o abbassando la reattività, è molto netta ed evidente e pertanto il regolatore può tornare utile quando si devono fare lavori di precisione, per evitare che un movimento errato provochi la caduta del carico.

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Da quanto si è visto, i telescopici Bobcat hanno dunque tutto il necessario per fare bene, anche in un settore nuovo come quello agricolo. La vera sfida, per il marchio della lince, sarà a questo punto costruire una rete di vendita adeguata. Per una prima fase, hanno spiegato i manager dell’azienda, ci si appoggerà ai rivenditori del settore edile, ma è chiara intenzione affidare il compito a concessionari specializzati, iniziando da chi già vende trattori, ma non ancora telescopici. Se si vuol fare concorrenza diretta a colossi come Merlo e Manitou – questa almeno sembra essere l’intenzione – una rete di vendita capillare è un tassello imprescindibile. • O.R.

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