PROVATO DA VOI

Trattore John Deere 7230R

La macchina è stata valutata dopo 600 ore di lavoro

Il 7230R è stato un trattore importante per John Deere, dal momento che ha segnato il passaggio dalla fortunata serie 30 alla R nel nostro paese. Vero è che la serie 7 fu lanciata dopo la 8R, ma mentre quest'ultima interessa un pubblico ristretto di persone, il 7R è il vero “grande trattore” dell'azienda agricola italiana. Con questo, non è certamente snobbato dai contoterzisti, che, anzi, in diversi casi lo hanno preferito al più performante (ma anche più ingombrante e un po' dispendioso) 8R.

 

Oggi visitiamo proprio una di queste imprese: è quella dei fratelli Cornale, che già furono protagonisti di una puntata di questa rubrica, una decina di anni fa. Allora li interpellammo a proposito di un Renault Atles, che ancor oggi troviamo sotto i loro capannoni, a Calvisano (Bs). E ancora, ci dicono i proprietari, fa più che degnamente il suo lavoro. Abbandoniamo però il progenitore degli attuali Claas e concentriamoci sulla macchina scelta per questa puntata. Il 7230R è il modello mediano di una gamma che parte dai 200 cv del 7200 e arriva fino ai 280 del 7280R. Parliamo, naturalmente, della serie già sul mercato da qualche anno, perché ad Hannover è appena stata presentata la versione aggiornata, che tuttavia non vedremo nelle nostre campagne per diversi mesi.

I segreti del Power Tech

 

Oltre a occupare la posizione centrale nella graduatoria della serie, il 7230R è anche il primo a montare il Power Tech Plus Pvx da 9 litri, visto che su 7200 e 7215 troviamo la versione da 6.800 cc. I cavalli sono 230 (potenza nominale secondo standard 97/68 Ce, pari a 169 kW). Dato merito a John Deere di indicare sul cofano la potenza effettiva e non quella massima (che è sempre teorica), vediamo fin dove può arrivare questo motore. Con extrapotenza (Ipm) attivata - quindi in trasporto e con la Pto - si toccano i 264 cv (194 kW). In caso contrario ci si ferma a 253 (186 kW). La coppia massima è di 1.077 Nm a 1.500 giri, vale a dire che si raggiunge con regime motore ancora piuttosto basso e questo dovrebbe dare una certa elasticità al trattore.

 

Passiamo a qualche nota costruttiva. I cilindri hanno alesaggio di 118,4 mm per 136 di corsa, con rapporto di compressione 16:1; non eccessivo quindi, e pertanto garanzia di durata nel tempo. Per il rispetto delle normative anti-inquinamento si ricorre naturalmente al sistema John Deere, ovvero un filtro antiparticolato Doc che trattiene monossido di carbonio e idrocarburi, più catalizzatore diesel al quale spetta il compito di ingabbiare il particolato. Un sistema di questo tipo lavora bene a temperature superiori ai 250° C e quando si opera per lungo tempo al di sotto di questo valore diventa necessaria la rigenerazione del filtro. Sentiremo poi se e quali sono le implicazioni di questo vincolo.

 

L'alimentazione è garantita da una pompa common rail a controllo elettronico, mentre l'aspirazione - che è un tassello importante del metodo Egr di seconda generazione - è assicurata da un singolo turbocompressore a geometria variabile, mentre sulla gamma 8R troviamo due turbine: una a geometria fissa, per una prima compressione dell'aria, e la seconda a geometria variabile. Completiamo il quadro con la ventola, ma in questo caso non ce la caveremo dicendo che è viscostatica e poco altro. Sul 7R, infatti, John Deere ha tentato una strada nuova: mettere la ventola davanti ai radiatori, con funzione non di aspirare, ma di spingere l'aria verso questi ultimi e il motore. Il principio del sistema Vari Cool, questo il nome scelto dal costruttore, è che in questo modo la ventola pesca aria pulita e fresca dall'esterno e la manda direttamente sui radiatori. Naturalmente, la ventola è viscostatica e quindi ha una rotazione proporzionale all'effettiva necessità di raffreddamento.

Cambio continuo

 

I fratelli Cornale, ci spiega Gianluca (uno dei figli dei titolari) hanno in un certo senso subito l'acquisto del 7230; nel senso che hanno preso la macchina già disponibile in concessionaria, la Agribertocchi di Orzinuovi (Bs). «Ci siamo trovati, la primavera scorsa, con una sola macchina di grande potenza funzionante e così non abbiamo potuto ordinare il trattore; abbiamo preso quello che c'era in casa». Questo non significa che siano capitati tanto male, dal momento che la Agribertocchi ha offerto loro una macchina ben accessoriata. Monta, per esempio, il cambio a variazione continua di John Deere, altrimenti detto AutoPowr, che permette, tra le altre cose, di raggiungere i 40 km orari a 1.400 giri del motore, o poco più, e di fermarsi in salita semplicemente rilasciando il pedale dell'acceleratore. La semplicità d'uso è una delle caratteristiche principali di questa trasmissione. L'operatore deve soltanto impostare la levetta del cambio a seconda dell'attività svolta: campo o strada (tartaruga e lepre). A questo punto, con la rotella posta sulla leva stessa seleziona la velocità che vuol raggiungere e lascia fare tutto il resto al software, che adeguerà il regime motore per dare le prestazioni richieste con il minor consumo possibile di carburante. Naturalmente è possibile anche una gestione manuale. In questo caso, con l'acceleratore a mano o a pedale si regola la velocità, mentre il regime motore è controllato dal computer. Infine, per le applicazioni alla presa di forza si passa alla modalità Pto (540 e mille giri con funzione Eco) nella quale l'acceleratore a pedale regola l'avanzamento e quello a mano il regime motore. Nella dotazione della macchina era compreso anche il ponte anteriore ammortizzato Tls a braccio triplo con ammortizzatori ad azoto e la sterzatura facilitata Active Command, che varia la risposta delle ruote in funzione della velocità di avanzamento e, su strada, corregge le piccole deviazioni dovute a buche o dossi.

Idraulica

 

Il 7R dà possibilità di scelta fra tre diverse portate della pompa load sensing: 121, 162 o 222 litri al minuto. Tutte e tre alimentano quattro distributori (il massimo consentito è sei) a controllo elettroidraulico proporzionale e un sollevatore elettronico con radar antipattinamento, la cui portata può arrivare a 95 quintali. La macchina vista presso l'azienda dei Cornale aveva, in fatto di distributori, la dotazione standard. Era però presente il sollevatore anteriore, controllato dai distributori ventrali e con capacità di 52 quintali.

Il parere dei proprietari

 

Sentiamo adesso il giudizio di chi il 7230R lo ha usato per quasi un anno. Arrivato a Calvisano nel marzo del 2013, infatti, il nuovo trattore è stato messo subito a fare lavori impegnativi, come si conviene a una macchina di questa potenza. Dunque, arature con un quadrivomere, livella, erpice e anche trasporti, più qualche lavoro occasionale con una lama da scavo sul sollevatore anteriore. Il tutto per quasi 600 ore nei primi 9 mesi di vita; con un ritmo, dunque, di circa 800 ore l'anno. Tocca a Gianluca Cornale, figlio di Luciano e che assieme al cugino Emilio rappresenta un po' il futuro dell'azienda, raccontarci le impressioni sulla macchina. Partendo, come naturale, dal motore. «La cosa che più mi piace è la cilindrata: 9 litri sono una bella misura, si sta tranquilli. John Deere in questo senso ha mantenuto una linea tradizionale; altri costruttori su queste potenze arrivano al massimo a 7mila cc. Dunque i cavalli ci sono e con l'extrapotenza abbiamo anche un supplemento quando si usa la presa di forza». Il motore, continua il giovane contoterzista, brilla per ripresa ed elasticità. E i consumi? Domanda legittima, visto il volume. «So quel che si dice di John Deere, ma per mia esperienza, non è vero. Perlomeno non in questo caso. In trasporto resta tra i 17 e i 20 litri l'ora, come massimo, mentre in aratura arriva sui 45, a volte anche 50 se l'impegno è alto; parlo di consumi istantanei, tuttavia. Non ci lamentiamo».

 

Senza dubbio la trasmissione dà un alto contributo a mantenere il fabbisogno di gasolio entro limiti più che accettabili. Secondo Gianluca Cornale, il cambio si comporta bene e aumenta consistentemente il comfort di lavoro, impedendo alla macchina di spegnersi sotto sforzo e rendendo l'accelerazione costante e senza strappi. «In autunno ci hanno fatto anche un aggiornamento del software, sebbene non vi fosse nulla che non andava. A ogni modo il giudizio vero sulla trasmissione lo potremo dare tra qualche migliaio di ore, adesso è un po' presto».

 

Un'altra particolarità dei trattori in verde, oltre al generoso dimensionamento del motore, è la scelta di rispettare i parametri Tier IVi senza ricorrere alla tecnologia Scr ma, come abbiamo ricordato, con un catalizzatore e un filtro antiparticolato. Soluzione che, sostengono i critici, ridurrebbe le prestazioni del motore e soprattutto darebbe problemi per la necessità di rigenerare, a intervalli più o meno regolari, il filtro, con una procedura che richiede qualche minuto di fermo macchina. Per il nostro contoterzista, tuttavia, non si tratta di un grosso limite. «Dopo un certo numero di ore, la macchina fa automaticamente la pulizia del filtro. Si può rimandare questa operazione attraverso il terminale, ma è chiaro che se è prevista, presto o tardi va fatta. Comunque nulla di così fastidioso o complicato come si sente dire in giro». Per quanto riguarda l'originale collocazione della ventola, ci dice Cornale, si ha qualche problema nella pulizia dei radiatori, mentre l'azione di raffreddamento sembra buona, visto che la macchina non arriva mai a temperatura massima.

 

Un difetto riscontrato sul 7R sono i carter laterali. «Le cerniere non funzionano bene: faticano ad aprirsi oppure hanno troppo gioco. Inoltre, il carter sinistro si è piegato a causa del calore emesso dal motore».

 

Continuiamo la nostra valutazione con la postazione di guida. Il terminale dei Cornale è tradizionale: non touch screen, quindi. A ogni modo si controlla facilmente con la tastiera posta sul lato esterno del bracciolo e con i tasti di funzione che danno accesso, in pratica, alle pagine più usate durante il normale lavoro. La collocazione dei comandi, grazie soprattutto al bracciolo multifunzioni, è complessivamente buona. Altro aspetto che si apprezza, dice Gianluca Cornale, è la silenziosità. «Quando sei chiuso in cabina non senti niente; quasi neanche la ventola, che in verità è un po' rumorosa. La visibilità - prosegue - è più che sufficiente, mentre il climatizzatore, che pure fa il suo lavoro, nelle giornate più calde fatica a raffreddare l'interno. Probabilmente proveremo a oscurare un po' i vetri, potrebbe essere sufficiente».

 

Tornando alle applicazioni, Cornale ci conferma che i sollevatori John Deere hanno fatto notevoli progressi, sia per il controllo della sensibilità sia per l'antislittamento. Buona anche la sterzata. «Ho avuto soltanto qualche problema a macchina nuova, quando mi è andato fuori taratura il sistema elettrico che controlla lo sterzo. Comunque è intervenuta l'assistenza, mi ha rifatto la taratura e da allora funziona». Assistenza che, sottolinea Cornale, è sempre veloce e affidabile.

 

Il giudizio complessivo è dunque positivo. «Si tratta di una macchina adatta alle nostre esigenze: non troppo pesante, con tanti cavalli, ben bilanciata e comoda da usare. Vedremo come si comporterà tra due o tremila ore, ma per il momento siamo contenti».

Allegati

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