L’XTX 165 provato per voi nel Trevigiano

PROVATO DA VOI: Trattore McCormick XTX 165

Di “mestiere” l'XTX McCormick che prendiamo in esame questo mese fa praticamente il viaggiatore. Nel senso che continua ad andare avanti e indietro con una botte da 260 quintali. Questo perché i suoi proprietari – i fratelli Mirko e Fabio Serraglio – fanno della gestione liquami una delle attività principali della loro azienda.

Di “mestiere” l'XTX McCormick che prendiamo in esame questo mese fa praticamente il viaggiatore. Nel senso che continua ad andare avanti e indietro con una botte da 260 quintali. Questo perché i suoi proprietari – i fratelli Mirko e Fabio Serraglio – fanno della gestione liquami una delle attività principali della loro azienda.

Non siamo in zona ad altissima densità zootecnica, a dire il vero. A San Zenone degli Ezzelini (provincia di Treviso, ma al confine con Vicenza), le stalle non abbondano. Ma i Serraglio non si limitano al cortile di casa, quando si tratta di lavorare: «Seguiamo, come contoterzisti, due grosse realtà: una a Rovigo e una nel Ferrarese. Sono lontane, ma per lavorare bisogna anche spostarsi, perché qui non c'è molto spazio per il contoterzismo. Molti terreni non sono irrigui e quindi l'agricoltura è piuttosto povera, non dà tanto da lavorare alle imprese di meccanizzazione», spiega Mirko.

Nel Rodigino e nel Ferrarese, invece, le cose sono diverse. «Ci sono aziende molto più grandi, che hanno necessità di servizi in conto terzi. Per questo ci spostiamo per tanti chilometri». Il McCormick XTX fa parte a pieno titolo di questa attività “in trasferta”.

Specializzato in trasporti

La macchina – per essere precisi un XTX 165 – è stata acquistata con uno scopo ben preciso: «Deve fare quasi esclusivamente trasporto di liquami, con una botte Bossini da 260 quintali di portata (tecnica). A parte quello, lo usiamo con la lama da neve in inverno. Inoltre, qualche lavoretto quando capita, ma cose da poco», dice Fabio Serraglio. Con ciò, l'XTX non è poco sfruttato: acquistato nella primavera del 2008, ha già lavorato per oltre 1.900 ore. «Praticamente fa mille ore l'anno; quasi tutte su strada». Ovviamente un’applicazione così specifica ha portato all'acquisto di un trattore con caratteristiche particolari: equipaggiamento di base per sollevatore, distributori e Pto, maggior attenzione alla trasmissione e al comfort di guida. La scelta è caduta su McCormick anche per questo. «Avevamo bisogno di una macchina con un certo numero di rapporti sotto carico, per non dover sempre cambiare marcia. Inoltre, la volevamo confortevole su strada: quindi maneggevole, con una buona visibilità e ben climatizzata. Ma doveva anche avere un costo accettabile, perché di questi tempi non si possono “buttare” i soldi. Chiaramente – continua il contoterzista – avremmo dovuto scegliere un cambio a variazione continua. Ma i marchi davvero affidabili su questo tipo di trasmissioni a nostro avviso sono pochissimi; anzi praticamente uno solo. E ha un costo che non ci sentivamo di sostenere. McCormick è una buona macchina, robusta e ben curata e soprattutto fa risparmiare 30mila euro, che non sono poca cosa».

Si potrebbe pensare che i soldi risparmiati nell'acquisto se ne vadano in gasolio, visto che la trasmissione a variazione continua, solitamente, ha pochi rivali quando è su strada. Ma alla fine anche l'ExtraSpeed di questo XTX se la cava bene. «Siamo tra i 15 e i 20 litri l'ora, a seconda che si faccia più strada o più interramento. Ovviamente durante il viaggio consuma meno, mentre quando ha tutte e quattro le ancore della botte piantate nel terreno, il gasolio ci vuole».

Motore: lode ai Nef

La scelta è caduta su un XTX 165, come abbiamo detto. «È un giusto equilibrio tra potenza e risparmio. Ha 162 cavalli ed è abbastanza pesante per fare bene il traino e anche lo spandimento in campo, ma non è troppo grosso per essere sprecato a lavorare con una botte da liquami. Soprattutto – aggiunge Fabio Serraglio – ha un motore che rende molto bene».

Da qualche tempo i McCormick montano Nef. In questo caso un Betapower 6 cilindri da 6,7 litri turbo intercooler. I cavalli, come abbiamo detto, sono 162 (119 kW) e diventano 171 per applicazioni pesanti alla Pto, grazie al Power Management. La coppia massima è di 747 Nm, con il 40% di riserva. «Peccato che il sistema di extrapotenza funzioni soltanto con la presa di forza. Per noi sarebbe stato più utile in trasporto. Ma comunque di cavalli ce ne sono. È un buon motore, con una bella ripresa e soprattutto molto elastico. Penso che dipenda dalla cilindrata: 6.720 cc sono tanti per un 165 cavalli con circa 70 quintali di peso zavorrato. Il motore non sforza mai, ha sempre della coppia di riserva». La gestione dei liquami non si esaurisce nel trasporto. Una volta arrivati a destinazione, c'è l'interramento. «Elasticità e riserva di coppia si vedono soprattutto allora. Nel Ferrarese c'è terra molto dura. E in luglio secca, per cui piantare quattro ancore nel terreno e tirarle non è facile. Eppure non abbiamo mai avuto difficoltà particolari».

Con la botte da liquami, ovviamente, lavora anche la presa di potenza. «In realtà non è granché sollecitata. Deve far girare la pompa,ma non è un impegno paragonabile a certe applicazioni, come una vangatrice. Comunque lavora bene, non ha mai dato problemi» dicono i due fratelli.

Una particolarità del McCormick è il telaio portante. Aggiunge peso – e quindi non sempre è gradito dagli utenti – ma assicura anche una solidità non indifferente. «A noi – spiega Fabio – è tornato utile per la lama da neve. Infatti abbiamo realizzato un attacco per la lama appoggiandoci proprio al telaio. Una cosa complessa, perché abbiamo dovuto far fare uno studio strutturale a un ingegnere e poi rifare il collaudo della macchina. Comunque è andato tutto bene. Ora la lama si aggancia su un supporto fissato al telaio e non sul corpo macchina. Dovrebbe essere una soluzione molto più robusta e che garantisce maggior durata al trattore, perché i colpi ricevuti si scaricano sul telaio. D'accordo che la lama ha le molle di sicurezza, ma quando si prende un dosso o un terrapieno, comunque al trattore arrivano delle belle “botte”». I fratelli Serraglio appartengono a quel genere di contoterzisti che ama mettere le mani sulle macchine. Oltre a questo intervento, infatti, ne hanno eseguiti altri: protezioni aggiuntive ai parafanghi anteriori, per salvare sollevatore e batteria dal fango, e poi una “prolunga” per rendere accessibili alcuni ingrassatori sistemati sotto la pancia della macchina, in posizione scomoda.

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