Il TRG 9800 provato per voi nel Barlettano

PROVATO DA VOI. Trattore Antonio Carraro TRG 9800 Serie Ergit 100

«Per il lavoro che facciamo io e mio fratello Ruggiero nei vigneti a uva da tavola, dalle comuni arature alla copertura dei tendoni con teli plastici per l’anticipo o il posticipo della maturazione e della raccolta, non esistono trattori migliori di quelli dell’Antonio Carraro: sono 25 anni che li compriamo e ne siamo pienamente soddisfatti. E il modello TRG 9800, che abbiamo già utilizzato per 300 ore, è davvero fantastico».

«Per il lavoro che facciamo io e mio fratello Ruggiero nei vigneti a uva da tavola, dalle comuni arature alla copertura dei tendoni con teli plastici per l’anticipo o il posticipo della maturazione e della raccolta, non esistono trattori migliori di quelli dell’Antonio Carraro: sono 25 anni che li compriamo e ne siamo pienamente soddisfatti. E il modello TRG 9800, che abbiamo già utilizzato per 300 ore, è davvero fantastico».

Non ha parole Salvatore Iodice, contoterzista di Barletta (Bt), per «tessere l’elogio» dell’ammiraglia reversibile della Serie Ergit 100. «Dico elogio, nulla di meno, perché lo troviamo un trattore affidabile, efficiente, versatile, sicuro, ideale per la nostra attività. Che cosa potremmo chiedere di più? Ha anch’esso qualche difetto, certo, ma di poco conto rispetto alle numerose qualità che lo caratterizzano». Dotato di elevata potenza, robusto, ma nello stesso tempo compatto e maneggevole: così lo giudica Ruggiero Iodice.

«Questo trattore interpreta al meglio le nostre esigenze lavorative. In primo luogo la comodità di lavoro, grazie all’ergonomia del posto di guida: quando, dopo dieci ore di lavoro, scendiamo dal trattore non avvertiamo stanchezza, anzi ci sentiamo riposati e chi opera col trattore sotto i tendoni per tante ore, capisce bene il significato di queste parole. Poi le dimensioni e il rapporto peso/potenza ideali per il nostro lavoro, che ci permettono di operare ottimamente in condizioni al limite sia per l’altezza sia per gli spazi laterali».

Reversibilità decisiva

Salvatore ricorda inoltre la reversibilità del posto di guida, «che è decisiva per la sicurezza sul lavoro, soprattutto quando bisogna riavvolgere i teli plastici utilizzati per la copertura dei tendoni finalizzata all’anticipo o al posticipo della maturazione e della raccolta dell’uva da tavola. Operando con un trattore tradizionale non reversibile, alla cui presa di forza è attaccata la macchina stenditeli, girandomi riesco a vedere solo uno dei due operai impegnati a tendere e guidare il telo da entrambi i lati. Il rischio è che un operaio rimanga impigliato nel telo e venga trascinato dentro la macchina senza che il trattorista se ne accorga. Con il TRG 9800, invece, ruoto il posto di guida e ho la visione frontale perfetta di quanto accade: se c’è qualche problema, blocco la presa di forza ed elimino il pericolo».

I fratelli Iodice utilizzano la reversibilità del posto di guida anche per il trasporto dell’uva da tavola, agganciando all’attacco a tre punti il muletto per sollevare e spostare i bancali di cassette di uva lavorata in campagna. «La gestione del muletto, come di altri carichi posteriori - spiega Ruggiero - è possibile grazie all’ottimale distribuzione dei pesi garantita dal TRG 9800.

Poiché è già pesante anteriormente, senza doverlo zavorrare con pesi riusciamo a sollevare col muletto fino a 12 q, mantenendo il perfetto equilibrio del trattore, risultato che con un altro trattore non si riesce a ottenere neanche zavorrandolo. Disponendo di una trincia che ha bisogno della potenza di circa 70 CV sulla presa di forza, sfruttiamo la reversibilità anche per la trinciatura dei residui di potatura dell’olivo e della vite, ottenendo due vantaggi: la trattrice prima trincia i residui di potatura e poi passa sul trinciato, evitando nella parte inferiore danni da strappo causabili da grossi rami, fili di ferro, tubi e altro. Inoltre, la visuale completa della trincia permette sia di introdurla tra due filari di olivi o di viti con estrema precisione, sia di farle seguire perfettamente il percorso dell’andana, anche se questa non è diritta».

Yanmar, novità nel motore

L’acquisto del TRG 9800 è stato però compiuto dagli Iodice anche per «provare un’altra sfida, la novità della motorizzazione - sottolinea Salvatore -. I precedenti modelli disponevano di motori VM, italiani, rivelatisi affidabili e resistenti. La sfida è consistita nell’acquistare un trattore provvisto di un motore giapponese Yanmar, che si è dimostrato ancora più prestante per l’eccellente rapporto di coppia a bassi regimi e consumi ridotti del 20% rispetto ai VM soprattutto in trinciatura. Ciò è possibile perché il motore Yanmar consente uno scarico di elevata potenza già dai 1.300 giri, non ha bisogno di arrivare ai 2.000 giri per esprimere il meglio della potenza del motore e di conseguenza riduce i consumi. Oltre che per arare e fresare, stendere e riavvolgere i teli, trinciare e caricare col muletto, utilizziamo il TRG 9800 anche per eseguire i trattamenti fitosanitari col nebulizzatore, che assorbe molta potenza. Affinché questo risponda al meglio è necessario effettuare il trattamento a giri costanti e quindi evitare che il motore perda giri, mantenendo costante l’erogazione di potenza. Il motore Yanmar risponde molto bene a tale scopo. Anche su terreno sabbioso e in forte pendenza, che non dà facilmente possibilità al trattore di aderire, il TRG 9800 sale portando il nebulizzatore con estrema facilità».

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome