RINNOVABILI

Al via il “Conto energia termico”

Decreto in Gazzetta. Entro febbraio dovrebbe scattare l’invio delle domande

Dopo una lunga gestazione il “conto termico” ha visto la luce il 2 gennaio scorso in Gazzetta ufficiale.

Sarà così incentivata, presso privati ed enti pubblici, la produzione di calore da fonti rinnovabili (biomassa, pompe di calore, pannelli scalda-acqua, condizionamento a energia solare) e gli interventi nel campo dell’efficienza energetica nel settore pubblico (vedi TV 46/12).

Quello che manca ancora è il termine per l’invio al Gse delle domande, termine che dovrebbe scattare, presumibilmente, entro febbraio (60 giorni dalla pubblicazione in G.U.).

A disposizione ci sono 900 milioni di euro all’anno (700 milioni per le famiglie e 200 milioni per la Pubblica amministrazione), un budget ritenuto «insufficiente» da Walter Righini, Presidente di Fiper (Federazione italiana dei produttori di energia da fonte rinnovabile). Righini si augura «venga incrementato dal nuovo Governo nell’ottica di promuovere con efficacia e nel breve periodo gli interventi di efficienza energetica e la promozione delle fonti termiche in ambito domestico».

Gli incentivi verranno erogati per gli apparecchi domestici e le caldaie alimentati a biomasse e installati ex-novo e in sostituzione di impianti di riscaldamento già esistenti (a gasolio, olio combustibile, carbone e biomassa) fino ad 1 MW di potenza; gli incentivi verranno erogati anche per la sostituzione di generatori di calore alimentati a gpl con altri a biomassa per le aziende agricole che svolgono attività agroforestale, ma solo nelle aree non metanizzate.

Il decreto prevede poi che, entro 90 giorni dalla sua pubblicazione, venga definita una tariffa speciale per le pompe di calore.

Il conto termico finanzierà anche l’installazione di generatori a biomasse nelle serre con gli interventi di sostituzione (integrale o parziale) con impianti utilizzanti generatori di calore a condensazione per la climatizzazione invernale o il riscaldamento.

Per ogni tecnologia ammessa sono previsti valori prestazionali minimi: per gli impianti a biomassa o a pompa di calore fino a 35 kW e solari termici fino a 50 mq, l’incentivo annuo è costante, forfettario ed erogato per due anni (da 36 a 1.000 kW l’incentivo sarà erogato per cinque anni). Entrambi, saranno in rate annuali costanti, pari a una percentuale spesa sostenuta per la realizzazione dell’intervento e saranno cumulabili con il “bonus energia” del 55% fino a giugno prossimo (detrazione fiscale Irpef).

Gli impianti poi che dimostreranno le performance migliori nella riduzione delle emissioni di polveri totali saranno premiati con un aumento dal 20 al 50% in più dell’incentivo.

Giudizio positivo sul decreto è quello espresso dal presidente di Aiel (Associazione italiana energie agroforestali) Marino Berton: «il provvedimento oltre a benefici ambientali e sociali, contribuirà allo sviluppo economico delle imprese e degli operatori del settore delle biomasse; tuttavia occorerebbe introdurre alcuni auspicati miglioramenti, rivolti soprattutto alla qualità del cippato e della legna da ardere, affinché la professionalità degli operatori forestali sia promossa e riconosciuta».

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