Muove i primi passi l’Organic Data Network for Better European Organic Market Information

Una rete informativa europea per il biologico

Il comparto biologico sta crescendo ma le informazioni sull’andamento del mercato non sono complete e talora non del tutto affidabili.

Il comparto biologico sta crescendo ma le informazioni sull’andamento del mercato non sono complete e talora non del tutto affidabili. Ne risentono in particolare le piccole imprese che spesso sono chiamate a importanti decisioni senza poter disporre di sufficienti informazioni di mercato. I dati sono fondamentali per tutti gli attori della filiera e per i decisori, sia a livello politico che economico, che devono essere in grado di operare scelte importanti senza rischiare di danneggiare, piuttosto che di far crescere, il comparto biologico.
Per questo la Ue ha recemente messo a disposizione i fondi per avviare il progetto “Organic data network for better european organic market information” (Rete per una migliore informazione sul biologico) che vede la partecipazione di 30 ricercatori e 15 organizzazioni di diversi paesi europei.
Il coordinatore del progetto è Raffaele Zanoli, professore di economia agraria presso l’Università Politecnica delle Marche. Insieme a Zanoli sono coinvolti Ulrich Hamm dell’Università tedesca di Kassel, Matthias Stolze dell’Istituto svizzero di ricerca biologica Fibl e Susanne Padel del Centro di ricerca per l’agricoltura biologica Elm Farm (Gb).
«Il progetto mira a soddisfare le esigenze dei responsabili politici e degli attori coinvolti nel mercato biologico, aumentando la trasparenza del mercato del bio europeo attraverso una migliore disponibilità d’informazioni» ha detto Zanoli.
Il progetto avrà come riferimento la Commissione europea, Eurostat (l’istituto europeo di statistica) e tutti gli istituti di statistica nazionali (per l’Italia l’Istat) utilizzando le strutture esistenti per la raccolta e l’elaborazione dei dati sul mercato del biologico e stimolando lo sviluppo di nuove strutture di ricerca.
Per avere ulteriori informazioni ci si può collegare al sito www.organicdatanetwork.net (al momento solo in inglese) per seguire l’avanzamento del progetto.

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