Sicurezza, ancora una chimera

106 vittime di incidenti con trattori agricoli nei primi nove mesi del 2016

Non è certo la prima volta che parliamo di sicurezza (e purtroppo temiamo che non sarà nemmeno l’ultima), ma il fatto di tornarci sopra fa capire che siamo ancora lontani dall’aver trovato una soluzione. A darci lo spunto per scrivere ancora una volta di incidenti e morti con i trattori è un dato allucinante, registrato dall’osservatorio morti verdi dell’asaps (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale), che si riferisce ai primi nove mesi del 2016: tra le 106 vittime totali, sono ben 7 i bambini che hanno perso la vita in occasione di incidenti con trattori agricoli.

Per completezza di informazione, riferiamo che sono stati 166 gli incidenti avvenuti proprio nei campi e 77 sulle strade adiacenti, con 93 anziani over 65 coinvolti (38%), quasi sempre come conducenti, mentre in 11 casi sono state coinvolte delle donne e in 12 degli stranieri.
Per noi che ci consideriamo operatori del settore, tutto questo è, sinceramente, inaccettabile. Nel nostro piccolo abbiamo sempre denunciato i rischi dell’inesperienza alla guida di trattrici e mezzi agricoli. inesperienza che va di pari passo con un territorio spesso “ingannevole”. Basta davvero poco perchè, ad esempio, in zone collinari o in tratti leggermente declivi un trattore si ribalti, ma le ragioni principali sono da ricercare innanzitutto in un parco macchine obsoleto e in una mancanza di coscienza del concetto di sicurezza. Troppi sono ancora gli operatori che si accostano all’utilizzo di un trattore o altro mezzo agricolo con sufficienza e supponenza.
A proposito di operatori, citiamo un recente comunicato del Coordinamento degli Agromeccanici Italiani (Cai) che riferisce di leggi che non controllano gli imprenditori agricoli che svolgono attività connesse senza i necessari parametri di sicurezza, invitando il ministero delle Politiche agricole a curarsi invece proprio di chi opera in sicurezza, come le imprese agromeccaniche. Imprese che, lo ricordiamo, sono escluse dagli incentivi che – è il caso dell’ultimo bando Inail da 45 milioni per la sicurezza – talvolta sono rinviati perché non sono arrivate sufficienti domande. E allo stesso tempo ricordiamo che per gli agromeccanici professionali l’accesso ai fondi è stato inspiegabilmente precluso.
Ma in questa sede non vogliamo tirare la volata alle imprese agromeccaniche, sanno “difendersi” benissimo da sole, però vogliamo evidenziare ad esempio che si continuano a rimandare i termini di scadenza per conseguire le abilitazioni all’uso dei trattori – i cosiddetti patentini – che gli operatori professionali hanno già conseguito da tempo. La speranza è che il tutto non si traduca nell’ennesimo onere burocratico, mettendo allo stesso livello chi è inesperto nella guida dei trattori e chi ha magari anni di guida professionale.
“Ma se il mio cuore spera, non sarà solo una chimera”, cantava Gianni Morandi. Parafrasando il cantante bolognese, rinnoviamo allora l’invito ai politici perchè mettano in atto misure concrete che pongano fine a questo scempio.

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