In Agco aumenta la voglia di full-line

La visione di Martin Richenhagen, presidente e ceo della corporation americana

Agco non vuole stare ferma. E Martin Richenhagen, presidente e ceo della corporation americana, lo fa trasparire senza mezzi termini. In un incontro ad Agritechnica fa il punto sulle prossime mosse Agco, di quelle certe e di quelle possibili (probabili?) ma non così sicure.

Martin Richenhagen.
Martin Richenhagen.

«A livello mondiale continuo a vedere solo tre grandi competitor ‘agricoli’: John Deere, Cnh e Agco. Per questo guardo con interesse al mondo delle attrezzature e, anche, a medie società trattoristiche specializzate».

E l’Italia è nei pensieri di Richenhagen. «Nel mondo delle attrezzature, conosco personalmente il nuovo ad del gruppo Maschio, Massimo Bordi, e la società ha ottimi prodotti, ma non mi sembra che in questo momento ci sia la disponibilità della famiglia a far entrare Agco. Così come a livello di trattori una tipologia interessante potrebbe essere quella di Antonio Carraro, ma anche in questo caso ci deve essere una precisa volontà della proprietà».
Al di là del futuribile, Richenhagen mette, quasi in maniera didascalica, alcuni paletti e lancia le nuove sfide: «Nessun marchio Agco è in vendita. Ognuno ha identità precisa e strategie ben definite: non ci saranno conflitti interni: Massey Ferguson rimarrà il nostro marchio global e per Fendt, brand ancora molto europeo, apriremo il canale americano». La notizia è che già dal 2016 approderanno oltreoceano le mietitrebbie presentate in doppia livrea, in verde Fendt e in giallo (Challlenger o Caterpillar?).
E proprio sul fronte mietitrebbie il presidente Agco annuncia l’investimento di 3 miliardi di dollari destinati, oltre allo sviluppo di uno small global tractor, a quella che lui stesso definisce «la macchina con migliore produttività e minor costi sul mercato prossimo venturo». Una mietitrebbia di altissima potenza e «fuori dagli attuali standard, qualcosa di davvero completamente nuovo» che Richenhagen s’impegna a far esordire ad Agritechnica 2017 in versione Fendt e Massey Ferguson.
Un passaggio sui trattori Challenger, che in Europa non prenderanno i colori Fendt: «I due principali mercati sono di gran lunga Italia e Regno Unito: in queste aree chi compra Challenger vuole proprio quella macchina, non un Fendt. E noi non abbiamo nessuna intenzione di andare contro le esigenze dei nostri clienti».
La chiusura è dedicata a un ragionamento di visione strategica dei rapporti con il cliente: «Guardo con interesse alle sinergie fra costruttori di macchine e grandi gruppi sementieri e di mezzi tecnici (cita Monsanto, ndr). In questo modo si avrebbe la possibilità di avere un contatto diretto con il produttore e fornire un servizio a 360 gradi. Con vantaggi reciproci».

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