2017: ripresa o stallo per le macchine agricole?

Gulls following Tractor Ploughing Field
Le attese per il 2017 sono all’insegna della positività

Proviamo a ipotizzare come andrà nel 2017.

In Europa e in Italia.

Lo facciamo prendendo spunto dal report di fine anno dell’associazione dei costruttori europei di macchine agricole (Cema) che lascia uno spiraglio di speranza.

Nonostante, infatti, un 2016 nel complesso avaro di soddisfazioni per la maggior parte dei paesi europei, le attese per il 2017 sono all’insegna della positività.

Dalla tradizionale indagine della Cema presso i manager delle case costruttrici risulta, infatti, che nel complesso l’industria europea prevede un leggero incremento del fatturato nel 2017. Questa ventata di ottimismo deriva dal fatto che l’orizzonte a breve termine sia migliorato per quasi tutti i mercati europei. Il livello di fiducia più elevato lo registrano la Spagna e il Regno Unito, ma anche tutto l’areale dei paesi Csi (ex-Russia). La Francia resta invece il fanalino di coda: i postumi del pessimo 2016 sono evidentemente ancora freschi, così come rimane debole la situazione in Germania e in Polonia.

E l’Italia? Secondo la Cema, una timida maggioranza dei costruttori che hanno partecipato al tradizionale sondaggio vede oggi un aumento del fatturato nei primi sei mesi del 2017. Ma gli stessi costruttori italiani sono diventati piuttosto pessimisti, per le prospettive al ribasso sui mercati di esportazione.

In occasione dell’Eima 2016, il presidente FederUnacoma Massimo Goldoni ha dichiarato che «al di là della congiuntura negativa globale, che si sta rivelando più ampia del previsto e che produce effetti prolungati sul mercato delle macchine, l’aspettativa è che il mercato possa riprendersi a partire dal 2018, spinto da una domanda di macchinari che resta potenzialmente alta perché legata alle esgenze di un’agricoltura che registra tassi di crescita importanti in ampie regioni del mondo».

Dunque, forse occorre aspettare ancora un anno prima di parlare di ripresa, però ci sono alcune economie emergenti (Turchia e Africa per fare un esempio) che possono rappresentare un importante sbocco di mercato per i costruttori italiani. Sul mercato domestico, invece, continuiamo a puntare su strumenti come i Psr (l’Italia è il paese che in Europa utilizza la percentuale più alta sul valore totale destinato dall’Ue alla Misura 4, per un totale di 5,4 miliardi di euro) e sui nuovi fondi messi a disposizione nell’ambito del Piano Industria 4.0, con particolare riferimento all’agricoltura di precisione. Questi chiameranno finalmente in causa anche le imprese agromeccaniche, al momento quelle che più possono dare linfa al settore della meccanizzazione agricola italiana.

Se sarà ripresa o stallo lo sapremo allora tra 12 mesi. Gli elementi per ridare spinta a un mercato da troppo tempo in sofferenza ci sono. E magari anche i prezzi delle commodity invertiranno la rotta e daranno una mano al tanto sospirato rilancio.

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