Agromeccanici sempre più rilevanti

All’Eima 2016 presentazione del 3° Rapporto sul Contoterzismo in Italia

Diventa sempre più rilevante la funzione delle imprese agromeccaniche in agricoltura. Lo conferma la realtà di campo, lo dicono i numeri e cominciano ad accorgesene con una certa continuità anche le istituzioni.

A definire lo scenario di riferimento e a fare un identikit del settore ci penserà il Terzo Rapporto sul Contoterzismo in agricoltura che verrà presentato all’Eima, giovedì 10 novembre 2016 (sala Madrigale, Padiglione 36). Ecco in anteprima alcuni passaggi chiave del Rapporto, curato da Michele Pisante, Roberto Fanfani, Angelo Frascarelli e Francesco Mantino.

Iper ammortamento al 150%

Parte il piano Industria 4.0. Al comparto agromeccanico sono riservate misure ad hoc? Di che tipo?

«Per accelerare la trasformazione tecnologica e digitale in chiave “Industria 4.0”, - sottolinea Michele Pisante dell’Università di Teramo - l’acquisizione di nuovi beni materiali strumentali, a cui possono accedere anche le imprese agromeccaniche, è favorita dalla maggiorazione della deduzione di ammortamento del 150%. Non solo, quest’importante opportunità prevede incentivi fiscali “orizzontali” attivabili dalle imprese nel proprio bilancio per l’utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate a internet, il primo vero passaggio dai sistemi fisici verso i dispositivi digitali, con il supporto di analisi complesse attraverso Big Data e adattamenti real-time. Per l’agricoltura e l’agroalimentare italiano, una straordinaria occasione di crescita e integrazione delle filiere, dal campo al consumatore, che avvalendosi anche di nuovi strumenti d’indirizzo come le Linee Guida per lo sviluppo dell’Agricoltura di Precisione, consentiranno ai servizi avanzati di assistenza tecnica di operare a fianco delle aziende agricole ed agroindustriali, per rendere sempre più competitivo e sostenibile l’intero comparto».

Si espande l’affidamento completo

Facciamo il punto sui numeri del comparto agromeccanico.

«La grande diffusione del contoterzismo - evidenzia Roberto Fanfani dell’Università di Bologna - può essere compresa considerando la sua utilizzazione da parte delle aziende agricole, come rilevato in dettaglio dal Censimento dell’agricoltura del 2010, che ha messo in evidenza come oltre 540mila aziende agricole, sul totale di 1,6 milioni, utilizzano a diverso livello il contoterzismo. Oltre 1/3 delle aziende agricole italiane fanno ricorso ai servizi di contoterzismo e di queste quasi 175mila hanno un “affidamento completo” delle operazioni realizzate, per un totale di 795mila ettari interessati. Fra le operazioni di “affidamento parziale” ai contoterzisti, oltre all’aratura (utilizzata da 95mila aziende), sono importanti in termini numerici le operazioni di raccolta e prima lavorazione di produzioni vegetali, con quasi 300mila aziende interessate. Aggiungendo alle aziende che danno un “Affido completo” delle operazioni al contoterzismo anche quelle con un “affido quasi completo”, la superficie interessata supera ampiamente 1 milione di ha di Sau, pari a oltre l’8% della Sau italiana. Il maggiore ricorso a questo “Affido Totale” - completo o quasi - ha incidenza maggiore proprio nelle aziende di dimensione minore - oltre il 10% della Sau in quelle inferiori a 20 ha - e scende a poco più del 5% in quelle di oltre 100 ettari di Sau. La distribuzione territoriale della superficie interessata al contoterzismo passivo da parte delle aziende agricole ne mette in evidenza la diffusione e importanza a livello di grandi circoscrizioni. Innanzitutto, l’affidamento completo vede una maggiore concentrazione nelle regioni del Sud (quasi il 50% del totale della sua superficie) rispetto a quelle del Nord (33% del totale). Al contrario, per le diverse operazioni ad affidamento parziale prevalgono le regioni del Nord e in particolare quelle del Nord-Est. Infatti, per quanto riguarda la “raccolta e prima lavorazione di produzioni vegetali”, quasi 2,5 milioni di ettari a livello nazionale, ben il 55% si concentra nel Nord, di cui il 30% nel Nord Est, mentre nel Mezzogiorno si ferma al 30% di queste operazioni (vedi tabella Superficie in contoterzismo passivo per tipologia e ripartizione in ettari)».

Il nodo dei fondi Pac

La Pac ha sempre ‘escluso’ i contoterzisti. Ci sono segnali di un’inversione di tendenza? Cosa cambia dopo il 2020?

«I beneficiari dei Piani di sviluppo rurale - rimarca Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia - sono principalmente gli agricoltori e, per alcune misure del Psr, le imprese agroalimentari e gli operatori rurali (Comuni rurali, imprese del turismo rurale, piccole imprese ecc.). I contoterzisti non sono mai stati beneficiari della Pac. Nell’attuale programmazione 2014-2020, si era aperto un piccolo spiraglio nella Misura 6 “Sviluppo delle imprese”, ma i vantaggi effettivi sono molto limitati, perché tale misura interessa solo la creazione di nuove imprese agromeccaniche fino a un massimo di 100mila euro e solo alcune Regioni hanno previsto questa possibilità. L’impegno politico-sindacale per il riconoscimento del ruolo del contoterzismo si concentra, quindi, sulla prossima programmazione. Il dibattito sulla Pac post 2020 è già iniziato. La proposta deve mirare ad affermare i vantaggi che i terzisti offrono allo sviluppo agricolo e rurale in termini di competitività».

La gestione del territorio

Nei nuovi modelli di gestione razionale del territorio quale spazio può avere l’impresa agromeccanica?

«Occorre distinguere - puntualizza Francesco Mantino del Crea - Consiglio per la ricerca in agricoltura - tra aree ad agricoltura ricca e intensiva di pianura, da un lato, e aree interne di collina e montagna. In queste ultime tra il 1982 e il 2010, circa un trentennio, la Sau si è ridotta di poco più di 1/5 in Italia, con punte che vanno a oltre 1/3 nelle regioni del Nord-Ovest e del 44% nelle aree periferiche e ultra-periferiche. In queste aree la presenza del contoterzismo apporta benefici sotto diversi punti di vista: consente una gestione delle operazioni nelle aziende di dimensione medio-piccola, rende economicamente sostenibile la meccanizzazione di maggior parte delle operazioni in un contesto di crescente penuria di manodopera e contribuisce a ridurre fenomeni di degrado idro-geologico e del paesaggio rurale. Nelle aree più intensive di pianura, invece, può contribuire a migliorare i processi produttivi verso una maggiore sostenibilità delle produzioni agricole: risparmio di input di varia natura, riduzione delle emissioni di CO2 e altri gas a effetto serra, salvaguardia della struttura del suolo e conservazione della biodiversità. Naturalmente tutte queste esternalità positive si possono effettivamente avere se attraverso il conterzista si impiegano macchine e tecniche più razionali di quelle che si avrebbero con le macchine di proprietà aziendale, spesso più obsolete».

 

Convegno a Eima International e primo premio Il Contoterzista dell’anno

Coccarda_CT_premio_2016L’appuntamento è per il 10 novembre alle ore 10,30 alla Sala Madrigale del Padiglione 36 all’interno dell’Eima International.

Sarà quella l’occasione in cui verrà presentato il Terzo Rapporto sul Contoterzismo in agricoltura in Italia a cura di Michele Pisante, Angelo Frascarelli, Roberto Fanfani e Francesco Mantino.

Oltre all’identikit delle imprese agromeccaniche l’appuntamento bolognese vedrà anche la consegna del Primo premio “Il Contoterzista dell’anno” assegnato in collaborazione con il Cai - Coordinamento agromeccnici italiani.

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